Presentato l’anno scorso in concorso alla 67ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, debutta ufficialmente nelle sale italiane “Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma“, coproduzione tra Cina e Hong Kong diretta dal regista Tsui Hark, considerato tra i maggiori esponenti dell’età dell’oro del cinema della sua nazione d’origine e famoso anche all’estero grazie ad alcuni piccoli gioielli come “Shangai blues”, “The Swordsman” e “Once upon a time in China” con Jet Li.

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Protagonista nel ruolo di Di Renje, prima funzionario della dinestia Tang e poi cancelliere durante il regno dell’unica imperatrice della Cina Wu Zetian, c’è Andy Lau, uno dei più prolifici attori e cantanti di Hong Kong, comparso in oltre 160 pellicole durante la sua trentennale carriera. A vestire i panni di Wu Zetian c’è invece Carina Lau, altro volto noto della cinematografia orientale più volte candidata a prestigiosi premi per le sue interpretazioni; ultima ma non meno importante Li Bingbing, attrice ritenuta dalla critica tra le migliori della Cina, nel ruolo dell’esperta di arti marziali, cameriera e braccio destro dell’imperatrice Shangguan Jing’er.

Nel 690 d.C., mentre a Luonyang è in costruzione una grande statua buddista Wu Zetian (Carina Lau) è destinata a diventare la prima imperatrice della Cina. In attesa di salire al trono, per una causa misteriosa alcuni nobili vengono colpiti da morte improvvisa per autocombustione. È allora che la futura imperatrice decide di chiamare al suo servizio il detective Dee (Andy Lau), imprigionato ed esiliato alcuni anni prima per essersi ribellato al potere del marito di Wu Zetian, per risolvere il caso.

Ottimo esempio di cinema di cappa e spada cinese – il wuxiapian -, “Detective Dee” è un giallo in chiave storica degno delle grandi produzioni dei tempi andati. Intrigante e sempre elegante, questa pellicola riesce a farsi amare anche da chi, restio ad affrontare un’ambientazione e una trama di questo genere, decide lo stesso di dargli una chance affondando piacevolmente nelle poltrona della sala cinematografica.

Caratterizzato da alcuni accenti che richiamano atmosfere fantasy, grazie anche a un uso sapiente della computer grafica, la pellicola di Tsui Hark non smette mai di ammaliare, dimostrando sulla carta il perché dei tantissimi premi conquistati durante l’ultimo Festival del Cinema di Hong Kong, dove si è aggiudicato a mani basse alcuni premi tra cui quelli per la miglior regia, miglior attrice e per gli spettacoli effetti speciali.

Eccitante senza mai scadere nello scontato, “Detective Dee e il mistero della fiamma fantasma” riesce anche a mandare, tra le righe, un messaggio che nel contesto cinese non è passato di certo inosservato. È chiaro infatti come tutta la trama, recitata dagli interpreti con un’impeccabile maestria, sia una chiarissima trasposizione in termini cinematografici dei complicati giochi di potere, a cui personaggi come Di Renje sono costretti a pagare – volenti o nolenti – un alto tributo.