Sono anni che Ninetto Davoli non riesce ad accendersi una sigaretta. Accade in un celebre film di Sergio Citti, “Casotto”, proiettato in questi giorni al Detour cineclub di Roma, nell’ambito della rassegna “Storie scellerate” in conclusione oggi.

Un cineforum d’essai, durante il quale si è riscoperto “Casotto“, “Ostia” e “Due pezzi di pane“: si tratta di tre pellicole cult del regista romano che fu amico e lavorò per l’artista Pier Paolo Pasolini, cui si devono interpretazioni di assoluto spessore, come quella del Genio di Fuoco ne “Il fiore delle mille e una notte”.

Galleria di immagini: Sergio Citti

Citti si avvicinò al cinema da autodidatta, realizzando proprio come Pasolini dei film “strani”, come li definiva Totò, randagi, colmi di storie di strada non solo di gioventù violenta, ma fatta di una semplicità nei gesti e nel vissuto, che per la prima volta venivano portati sul grande schermo dal cinema neorealista.

Citti, poeta delle borgate e della litoranea romana, realizzò 11 lungometraggi in 35 anni, che non sono troppo conosciuti o studiati, anche se spesso passano in TV a “Fuori Orario” su Rai 3 e sui “Bellissimi” di Rete 4. La rassegna è curata dai critici cinematografici Edoardo Zaccagnini e Daniele Lupi con la collaborazione di Livio Marchese, autore di un libro su Citti.

Tra gli interpreti di questi film troviamo personaggi del cinema noti e importanti, come Gigi Proietti, Philippe Noiret, Ugo Tognazzi, Jodie Foster, Michele Placido e molti altri. Tra favole e incubi, Citti seppe raccontare storie sommerse e inascoltate: la rassegna è pensata affinché le sue storie non restino ancora tali.