In Italia l’epidemiologia del diabete di tipo 1 nei bambini è aumentata di dieci volte negli ultimi 30 anni, rispetto alle tre degli adulti. Peculiare anche la distribuzione regionale, con il picco in Sardegna (35-40 casi ogni 100mila bambini per anno), cui seguono Liguria e Lombardia (con 10-15 casi ogni 100mila bambini per anno). Le altre regioni, tra cui Campania, Abruzzo e Molise, si assestano su una media di 6 casi ogni 100mila bambini per anno. In Europa, invece, il primato negativo è della Finlandia, con una media di 60-80 casi ogni 100mila bambini all’anno.

Il diabete è una patologia complessa, che solo se ben controllata permette una vita normale. E’ necessario un alto livello di collaborazione da parte della famiglia e del bambino, dato che il “gold standard” di terapia prevede misurazioni costanti e 4 infusioni di insulina al giorno. C’è da dire che nel nostro Paese il Servizio Sanitario Nazionale garantisce un’assistenza di buon livello, tanto che un’indagine europea pubblicata su Diabetes Care ci ha messi davanti alla Gran Bretagna per qualità delle cure.

L’obiettivo in termini di ricerca è però quello di affrancare i bambini dal disagio delle infusioni quotidiane. E oggi siamo sulla buona strada: esistono già pompe da infusione che possono essere impostate per un rilascio programmato di insulina. Il dispositivo viene applicato all’altezza dell’addome con un accesso sottocutaneo.

Ma c’è di più. Dal Congresso Mondiale di Endocrinologia Pediatrica si è saputo che il sistema di infusione ad ansa chiusa con rilevatore wireless di glicemia, noto anche come “pancreas artificiale”, ha mostrato la sua efficacia e sicurezza anche nella popolazione pediatrica, così come riportato da uno studio di Moshe Phillip e pubblicato sul New England Journal of Medicine. In pratica, all’infusore viene affiancato un sensore capace di rilevare il livello di glucosio nel sangue in maniera automatica, comunicarlo wireless alla pompa ad ansa chiusa che a quel punto rilascia o blocca l’insulina a seconda delle reali necessità dell’organismo.

Lo studio, collegato al Progetto DREAM (Diabetes Wireless Artificial Pancreas Consortium), ha evidenziato un risultato estremamente promettente, perché permetterà di controllare gli episodi di ipoglicemia notturna e in futuro, grazie all’utilizzo h24, libererà i bambini diabetici dalla terapia con iniezioni. 

Il 75% dei casi di convulsioni notturne sono legate al calo di zuccheri e a questa causa è attribuito il 6% dei decessi tra i diabetici al di sotto dei 40 anni – ha spiegato il professor Francesco Chiarelli, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Chieti e presidente della Società Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE) -. In Italia la diffusione del sistema di infusione ad ansa chiusa potrebbe rappresentare per i 12mila piccoli pazienti affetti da diabete di tipo 1 la svolta terapeutica e un netto miglioramento della qualità di vita”.