Le linee guida sulla gravidanza fisiologica hanno subito importanti modifiche in materia di screening prenatale, volute dal Ministero della Salute per garantire alle future mamme una diagnosi realmente efficace.

Le linee guida sono relative alle ecografie da effettuare in {#gravidanza}, strumento fondamentale per valutare lo stato di salute del feto: secondo il Ministero, l’Istituto Superiore di Sanità e Ceveas (Centro per la valutazione dell’efficacia dell’assistenza sanitaria), tuttavia, è necessaria una revisione per quanto riguarda la translucenza nucale e la diagnosi di anomalie del nascituro.

Tutte le future mamme tra la diciannovesima e la ventunesima settimana di gestazione (quindi nel corso del secondo trimestre), devono poter fare l’ecografia in grado di diagnosticare eventuali malformazioni fetali. Secondo il Ministero, infatti, la sola translucenza nucale non è utile a questa finalità, ne tantomeno a individuare problemi cardiaci.

Non ci sarebbero prove, infatti, che questo tipo di esame diagnostico, generalmente usato per evidenziare nel feto alcuni elementi tipici della Sindrome di Down, sia realmente attendibile se effettuato nel primo trimestre. È invece preferibile attendere alcune settimane per avere una diagnosi più accurata.

Nel caso specifico della Sindrome di Down, inoltre, il Ministero ribadisce l’importanza di villocentesi e amniocentesi, metodi di indagine invasivi ma certamente più attendibili poiché non si basano su dati statistici ma sul prelievo di tessuti e liquido amniotico. Il rischio di perdite fetali è intorno all’1,9%.

Il percorso stabilito dalle nuove linee guida, quindi, prevede che ogni donna in gravidanza effettui tre tipi di screening prenatale, vale a dire ecografia, translucenza nucale e test biochimico: sono in caso di esito positivo viene offerta la possibilità di procedere con amniocentesi e prelievo dei villi coriali.

Fonte: Ansa