Prima dell’inizio della nuova stagione televisiva, il leghista Luca Zaia aveva suggerito ai conduttori dei reality di utilizzare maggiormente i dialetti, in modo da salvaguardare le identità regionali. Non sappiamo, tuttavia, se il politico si sia ricreduto dopo l’inizio del Grande Fratello.

Come al solito stigmatizzati dalla Gialappa’s Band, sono numerosi gli orrori linguistici ricorrenti dei partecipanti e degli aspiranti tali del reality di Canale 5. Si parte da Massimo, definito nella puntata dello scorso lunedì “la Cosa venuta da Bari vecchia”, a causa della vaga somiglianza con il personaggio dei Fantastici 4, preso in giro anche perché il suo modo di parlare era stato evidenziato con dei sottotitoli dalla trasmissione condotta da Alessia Marcuzzi.

Alcuni dei provini trasmessi dalla Gialappa’s lasciano semplicemente agghiacciati. Conoscenze linguistiche e cultura generale non sembrano essere tra gli interessi degli aspiranti gieffini. Le differenze linguistiche potranno anche essere un tesoro da preservare, ma forse una bella iniezione di lingua italiana non guasterebbe, poiché necessaria soprattutto a un’efficace comunicazione.

Chissà se anche quest’edizione riserverà altri momenti come questi. Per la felicità della Gialappa’s, naturalmente.