Una storia di dolore e speranza quella di Edil, giovane 28enne somala, che dichiarata clinicamente morta un mese fa, porta ancora in grembo la sua piccola e per questo i medici la tengono artificialmente in vita.

I medici dell’ospedale Sant’Anna di Torino si sono trovati di fronte a questa difficile scelta e, concordando con lo staff composto da infermieri, ostetrici e con la direzione sanitaria, hanno deciso di non staccare la spina.

Edil originaria della Somalia, dove viveva con il marito, fu colpita da una forma particolare di meningioma, un tumore al cervello che l’aveva resa completamente cieca. Con l’aiuto del cognato, che vive in Italia, raggiunse il CTO di Torino, dove venne sottoposta a un delicato e lunghissimo intervento di neurochirurgia. Inutile l’operazione perché entrò in coma poche ore dopo senza più risvegliarsi. Venne dichiarata clinicamente morta ma lo staff medico, in accordo con i familiari, decise di dare una chance di vita al piccolo feto giunto alla ventiseiesima settima di gestazione e che la donna portava in grembo.

Da allora la donna vine seguita e monitorata costantemente, le vengono iniettati farmaci per mantenere costante la pressione nella speranza che la situazione non precipiti improvvisamente.

Spiega la dottoressa Evelina Gollo, primario di Anestesia e rianimazione al Sant’Anna:

Considerato il livello così avanzato della gravidanza e la possibilità reale di far venire alla luce la bimba abbiamo ritenuto opportuno, prima di dichiarare la morte e sospendere ogni cosa, sottoporre a risonanza magnetica il feto, per verificare la situazione: il risultato non ha evidenziato, per lui, danni incompatibili con la vita. Abbiamo deciso di continuare con le terapie di sostegno.

Ogni minuto che passa è un traguardo raggiunto che avvicina la piccola alla data della ventisettesima settimana, termine minimo ma utile perché un feto riesca a sopravvivere e quindi nascere.

La situazione rimane molto delicata e la possibilità di un cedimento fisico, da parte della madre, è reale e costante. Per questo motivo lo staff cerca di mantenere inalterato l’equilibrio metabolico in attesa che giunga lunedì mattina, giorno in cui il feto verrà sottoposto a nuovi esami per stabilirne lo stato di salute.