L’obbligo di presentare la dichiarazione di successione spetta agli eredi che l’hanno ricevuta per legge o per testamento.

Non è obbligatoria la dichiarazione di successione per il coniuge e i parenti in linea diretta e nel caso che l’attivo ereditario non abbia un valore superiore a 25.822,84 euro e non comprende beni immobili o diritti reali immobiliari.

Sono esonerati dall’obbligo della dichiarazione di successione gli eredi e i legatari che hanno rinunciato all’eredità prima della scadenza del termine stabilito per la presentazione della dichiarazione oppure hanno chiesto la nomina di un curatore dell’eredità in base all’articolo 528, primo comma, del codice civile, se non sono nel possesso di beni ereditari.

Naturalmente, devono darne informazione per raccomandata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate, allegando la copia autentica della dichiarazione di rinuncia all’eredità o la copia dell’istanza di nomina autenticata dal cancelliere dell’ufficio giudiziario competente.

La rinuncia eseguita nelle modalità citate consente al rinunciatario di non assumere la qualità di erede, ma lo rende estraneo all’eredità. Chi subentra al rinunciatario può a sua volta rinunciare oppure accettare con beneficio d’inventario per evitare la confusione del proprio patrimonio con quello del defunto per eventuali sopravvenienze future.

L’accettazione con beneficio d’inventario è obbligatoria se gli ultimi soggetti sono minori. In caso di accettazione per sopravvenienze attive, gli eredi ulteriori potranno presentare la dichiarazione entro i dodici mesi dalla data in cui sono emerse le sopravvenienze. Di conseguenza ci sarà la responsabilità cosiddetta ”in locum et jus defucti” per le obbligazioni anche tributarie, nel caso di sopravvenienze passive.

Comunque, bisogna tener presente che non si trasmette l’obbligo di pagamento di eventuali sanzioni facenti capo al defunto. In proposito, si precisa che, in caso di responsabilità penale, si estingue il reato se la morte è avvenuta prima della condanna, si estingue la pena e, quindi anche la sanzione, se è avvenuta dopo la condanna. Persistono, però, gli obblighi civili che derivano dal reato, a meno che si tratti di multe e ammende (articoli 17, 150, 171,196, 197, 198 del c.p.).

Fonte Assocond Conafi