Piena {#estate}, tempo di {#diete} e di nervosismo per quei chili di troppo accumulati in inverno e insediatisi stabilmente sul corpo… che fare? Sovente si intraprende una dieta che puntualmente viene archiviata a causa dei risultati scarsi o forse a causa della mancanza di volontà. Per le pigre è comunque giunta una buona notizia: recenti studi hanno evidenziato il modo migliore per condurre una dieta a lungo termine, ottenendo risultati senza eccessivi sacrifici.

In termini di perdita di peso gli esperti spiegano che le diete povere di grassi e quelle povere di carboidrati sono equivalenti e soprattutto nessuna delle due si rivela efficace sul lungo termine. Allora, se una donna desidera acquisire o riacquistare un peso corretto, che cosa deve fare? Prediligere solo i grassi o solo i carboidrati, o eliminarli drasticamente entrambi?

Niente di tutto questo. Tenendo presente che un corretto peso è necessariamente correlato a uno stato di {#salute} e {#benessere}, i nutrizionisti sottolineano che non bisogna privarsi né di grassi né di carboidrati. La mossa vincente è puntare su alimenti salutari. Abituarsi a mangiare tutto ciò che ci viene fornito da madre natura, eliminando progressivamente cibi preconfezionati ed eccessivamente lavorati è la chiave di volta per acquisire stabilmente il peso desiderato.

Riguardo al duello tra grassi e carboidrati, infatti, gli esperti evidenziano come le calorie provenienti dai grassi provochino lo stesso aumento di peso di quelle provenienti dai carboidrati. Per quanto concerne il quesito sull’eventuale maggiore senso di sazietà indotto dagli uni o dagli altri, sono interessanti i risultati di uno studio a lungo termine condotto su alcune persone, sottoposte in maniera casuale a una dieta povera di grassi e ricca di carboidrati, mentre altre sono state sottoposte alla dieta inversa.    

Scopo di questo studio era chiarire se un determinato regime alimentare sia in grado di indurre un maggiore senso di sazietà. Infatti, nel lungo termine, il senso di sazietà farebbe mangiare di meno e quindi farebbe perdere peso stabilmente. Questi studi hanno però evidenziato come la percentuale di calorie provenienti dai grassi abbia un ridottissimo effetto sulla perdita di peso.  

Uno studio ulteriore, condotto per trent’anni su 250 mila persone, ha messo in evidenza come non vi siano significative differenze riguardo alla correlazione tra assunzione di grassi e carboidrati e insorgenza di infarto, tumori e ictus. Infatti è emerso come i grassi trans siano particolarmente dannosi sia per il diabete di tipo due che per le malattie cardiovascolari, e lo stesso vale per i carboidrati.

I grassi trans sono acidi grassi insaturi presenti nella carne bovina, nel grasso di agnello e montone e nei prodotti derivati dalla loro carne e dal loro latte; si trovano anche in alcune creme grasse da spalmare, in prodotti da forno (come cracker, torte, dolci e biscotti) e nei cibi fritti. Molti studi provano che questi grassi determinano un aumento dei livelli di colesterolo cattivo nel sangue, incrementando il rischio di una malattia coronarica.     

Insomma, spiegano gli esperti, la quantità totale non è importante, ma l’assunzione di amidi raffinati e di zuccheri semplici è correlata a un maggiore rischio di insorgenza di infarti e diabete; viceversa l’assunzione di carboidrati provenienti dai cereali integrali ricchi di fibre fa calare il rischio di incorrere in queste patologie. In conclusione, per avere effetti benefici da una dieta a lungo termine è bene ascoltare il proprio corpo e prediligere alimenti sani, frutta e verdura in primo luogo.