Il raggiungimento di un pH ematico ottimale aiuta a dimagrire, illumina l’incarnato e migliore l’umore. Come ottenere questi risultati? Con la dieta dimagrante del pH, la dieta ipocalorica ideata da Robert Young e basata sul raggiungimento dell’omeostasi, ovvero l’equilibrio perfetto, attraverso l’assunzione di cibi prevalentemente alcalini.

La sigla pH utilizzata anche nel nome di tale dieta dimagrante è un’abbreviazione di P, “potentia”, e H, “hidrogeni”, e definisce la concentrazione di ioni idrogeni all’interno di una sostanza. L’acqua ha un pH vicino a 7, le soluzioni con valori inferiori sono definite acide, mentre quelle superiori sono dette basiche o alcaline.

Per misurare il pH dell’organismo umano basta misurare il pH delle urine attraverso delle apposite strisce. Il valore considerato ottimale è tra 7,35 e 7,45 ma raggiungerlo non è semplice perché la tendenza odierna è quella di consumare cibi acidi in grado di alterare il pH, rallentare il metabolismo, conservare la massa grassa e ridurre quella magra.

La dieta dimagrante del pH, o alcalina, prevede l’assunzione di circa 1200 calorie al giorno e permette di perdere un paio di chili in una settimana. Ma attenzione ai cibi: è necessario, infatti, consumare alimenti alcalinizzanti che aiutino a riportare il pH al livello ottimale. Il regime alimentare previsto include l’assunzione di circa l’80% di cibi di origine non animale e solo il 20% di alimenti di origine animale, frumento e cereali. Patate, legumi, verdura cruda, yogurt magro, nocciole e frutta sono i cibi consigliati, mentre carne, pesce, formaggio, zucchero, bevande gasate e alimenti troppo cotti sono da evitare perché acidificanti.

Il menù settimanale è sostanzialmente una dieta vegetariana: ogni mattina bisogna bere un bicchiere di acqua alcalina, dunque con pH superiore 7, con aggiunta di un cucchiaino di bicarbonato, un caffè d’orzo con una macedonia oppure uno yogurt magro. Succhi di frutta o un frutto come spuntino. Il pranzo è leggero: insalata mista, verdure al vapore e piccole quantità di pasta o riso. A cena ancora verdure ma accompagnate da hamburger di soia, merluzzo o tacchino. A fine pasto frutta e prima di andare a dormire è necessario bere un altro bicchiere di acqua alcalina.

Si tratta di un regime dietetico piuttosto restrittivo perché elimina completamente alcuni cibi, come le uova e il formaggio, e, riducendo al minimo gli apporti di grassi e proteine, potrebbe provocare carenze proteiche.

Per raggiungere il pH ottimale, però, è necessario anche praticare sport all’aperto: passeggiare, correre o andare in bicicletta migliorano il rapporto di ossigeno e promuovono il rilascio di anidride carbonica, ovvero di acido carbonico, una sostanza che contribuisce ad alzare il valore di acidità nell’organismo.

Fonte: Sanihelp.