Spesso per perdere peso, si unisce all’azione della dieta dimagrante, quella dei farmaci antifame; la pecca di questi farmaci però è che sono nocivi e danno assuefazione, inoltre spesso capita che quando si smette di prenderli, si ingrassa nuovamente e anche più di prima.

Innanzitutto, prima di parlare di dieta dimagrante e farmaci, bisogna sapere a cosa servono queste pillole antifame? Il loro scopo è quello di inibire la fame, facendo sentire sazi anche avendo mangiato poco; questo perché i farmaci agiscono sulla parte ipotalamica del cervello dedita all’appetito e proprio per questo vengono chiamati anche farmaci anoressizzanti poiché hanno la stessa facoltà dell’anoressia, di attenuare l’appetito.

Si dividono in due categorie: farmaci e integratori. I primi, sono per la maggior parte composti da elementi di derivazione anfetaminica. Alcuni farmaci però sono utilizzati poco poiché possono avere gravi ripercussioni su polmoni e cuore, e in tal caso si parla di derivati come dexfenfluramina e fenfluramina; quelli più comuni invece sono il mazindolo, la fentermina, la fenilpropanolamina, il ciclazinolo e la fendimetrazina.

Tali farmaci vengono in alcuni casi usati per il trattamento di pazienti affetti da obesità e che non riescono a perdere peso con le normali diete dimagranti e un’educazione alimentare sana; per chi invece è in leggero sovrappeso, c’è da dire che non ne vale la pena poiché, come detto in precedenza, tali farmaci danno assefuazione sia fisica che psicologica e in più, favoriscono lo sviluppo di alcune condizioni fisiche pericolose come tachicardia, insonnia, depressione o euforia, cefalea e cambi d’umore repentino. Sono caldamente sconsigliati alle persone che soffrono di problemi cardiovascolari, ipertiroidismo e ipertensione.

Per quanto riguarda gli integratori invece, si dividono in due ulteriori categorie: quelli pieni di fibre e quelli noradrenergici. Quelli ricchi di fibre gonfiano lo stomaco donando un senso di sazietà, per raggiungere questo scopo però è utile bere molta acqua. Oltre ad attenuare l’appetito, regolano anche l’assimilazione dei carboidrati e dei grassi. La cosa fondamentale è non prenderli prima di dormire, poiché potrebbero ostruire l’esofago causando asfissia, inoltre sono sconsigliatissimi a chi soffre di meteorismo, infiammazioni all’intestino e dispepsie.

Tra gli integratori a base di fibre si trovano: gomma karaya, semi di psillio, farina di Konjac, xantano, crusca, guar e molti altri ancora. Per quanto concerne invece la categoria di integratori noradrenergici, vi si trovano elementi come la caffeina, l’arancio amaro e la sinefrina. Il loro scopo è influire sul metabolismo e anche loro, come ogni anoressizzante, danno assuefazione e favoriscono lo sviluppo di patologie soprattutto gastrointestinali.

In conclusione quindi è assolutamente meglio evitare di assumere questi farmaci poiché di certo bene non fanno.

Fonte: My-PersonalTrainer.it.