La dieta dimagrante è un momento molto particolare durante il quale ci si mette alla prova e si cerca di superare i propri limiti e debolezze. Ecco perché il confronto con gli altri può influire, sia positivamente che negativamente sulla riuscita della dieta e soprattutto sulla tenuta psicologica di chi la sta seguendo.

Troppo spesso infatti quando si decide di intraprendere una dieta dimagrante lo si fa più per rispondere a un’esigenza esterna, ovvero quella dettata dalla società che richiede alcuni canoni standard di bellezza, oppure per compiacere il proprio partner, ma raramente perché si desidera migliorarsi o comunque pensare alla propria salute e forma fisica. Questo può essere un approccio molto pericoloso perché si rischia di delegare il proprio benessere sia fisico che psicologico al giudizio altrui, e una critica può risultare deleteria.

Il confronto con il prossimo, se da una parte è uno stimolo al miglioramento, può diventare nei soggetti più fragili una sorta di emulazione o di desiderio di essere qualcun altro, con una conseguente non accettazione di sé, e questo nei casi più estremi può anche portare a disturbi nell’alimentazione come la bulimia e l’anoressia.

Se il confronto molto spesso è riferito a modelli irraggiungibili come quelli proposti da TV e riviste, altre volte è diretto alle amiche con le quali si può instaurare un clima di complicità ma purtroppo anche di invidia. Tutti questi meccanismi psicologici a seconda di come vengono direzionati possono avere un’influenza positiva o negativa sui risultati di una dieta.

A volte basta un complimento, una gratificazione, per sentirsi motivate e continuare nel percorso di dimagrimento. Al contrario una critica troppo aspra da chi ci circonda, può far precipitare l’autostima e indurre a cercare rifugio nel cibo, annullando tutti i risultati fin lì ottenuti.

In conclusione occorre ricordare quando si segue un percorso dietetico che l’unico soggetto siamo noi, e che cercare sempre negli altri un consenso o una rassicurazione può essere fuorviante. Si cerca un appoggio e una complicità nelle persone vicine e questo è un bene, anzi può diventare un aiuto e uno stimolo, ma non bisogna mai cadere nella trappola della dipendenza psicologica.

Fonte: melarossa.