Nell’immaginario collettivo i lipidi sono spesso e volentieri associati a qualcosa di negativo e dannoso per la salute e per l’ago della bilancia, soprattutto qualora si stia seguendo una dieta dimagrante. La stessa denominazione comune, “grassi“, innesca nella mente (in particolar modo in quella del gentil sesso) un meccanismo che tende ad associarli a un qualcosa da evitare.

Basta accendere la TV e rendersi conto che tutte la maggiori aziende alimentari pubblicizzano prodotti light e a basso contenuto di grassi. Il messaggio che passa al consumatore, investito da questi spot, è che i grassi fanno male alla salute e vanno assolutamente evitati. Niente di più sbagliato, anche in caso di dieta dimagrante.

Senza addentrarci nei meandri della biochimica più ostica, ci basta dire che gli acidi grassi (ingredienti costitutivi della maggior parte dei lipidi complessi e dei grassi vegetali e animali), svolgono nell’economia delle funzionalità dell’organismo un ruolo fondamentale. Non dobbiamo dimenticarci che gli acidi grassi polinsaturi (omega 3, omega 6, omega 9), contenuti ad esempio negli oli vegetali e nella frutta secca, sono importanti precursori di composti che nell’organismo svolgono funzioni regolatorie.

La domanda che sorge spontanea è quindi: quanti e quali grassi? La quantità ideale in una dieta dimagrante equilibrata è pari al 25-45 % dell’apporto calorico complessivo. È opportuno non scendere al di sotto di questo valore minimo. Una drastica riduzione dei grassi nelle donne può provocare grossi scompensi come l’alterazione del ciclo mestruale e problemi di natura ossea.

Riguardo alla tipologia di grassi da consumare in una dieta dimagrante è consigliabile contenere il consumo dei cosiddetti grassi saturi, specialmente di derivazione industriale. Occorre rimarcare il ruolo fondamentale svolto dagli acidi grassi monoinsaturi e da quelli essenziali (acido linoleico) all’interno del sistema immunitario e cardiovascolare. Ma forse tutti non sanno che gli acidi grassi essenziali forniscono anche un contributo sulla perdita del grasso superfluo che dipende dal controllo insulinico, ed è direttamente collegato alla gestione degli zuccheri in circolo.

Gli omega 3, in particolar modo, inibiscono la produzione di insulina da parte del pancreas; abbassando il livello di questo ormone si favorisce la lipolisi e quindi il conseguente dimagrimento.

Quindi, con l’inverno alle porte non esitate a mangiare noci, frutta secca, pesce azzurro e soprattutto olio di oliva, che sta alla base anche della dieta mediterranea, di cui la nostra terra è tanto ricca. A giovarne sarà il vostro organismo, l’ago della bilancia e anche il volume e il tono del seno che, essendo fatto in gran parte da grasso, ha bisogno dell’apporto di questi preziosi macronutrienti. Le dosi consigliate?

  • 1/3 di polinsaturi (olio di lino, olio di soia, olio di sesamo, olio di pesce);
  • 1/3 di monoinsaturi (olio di oliva, arachidi e avocado);
  • 1/3 di saturi (contenuti in prodotti di origine animale, come carni e formaggi, ma anche vegetali come l’olio di palma, di cocco, di colza e le margarine).

Come sempre, anche quando si parla di dieta dimagrante la parola d’ordine è equilibrio.