Quando si intraprende una dieta dimagrante lo sforzo più grande è resistere alla tentazione di interromperla, perché poi troppo spesso quando questo accade diventa ancora più difficile riprenderla e in questo modo vengono annullati anche i risultati fino a quel momento ottenuti.

Ma esiste un tempo limite oltre il quale seguire la dieta dimagrante diventa troppo difficile e si rinuncia? A quanto pare si, sarebbe esattamente il tempo stimato in cinque settimane, due giorni e quarantatre minuti. Lo sostiene un recente sondaggio effettuato dall’azienda alimentare britannica Splenda e reso noto nei giorni scorsi.

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L’indagine ha preso come campione circa un migliaio di donne inglesi intervistate sul proprio stato psicofisico, sul cibo consumato e il regime alimentare seguito. Si è così constatato che 1 donna su 3 ha iniziato a sottoporsi a vari tentativi di dimagrire a partire dai 15 anni, anche se la prima vera dieta dimagrante viene seguita di media intorno ai 26 anni.

Purtroppo tra tutte le intervistate solo il 13% è riuscito a resistere fino alla tredicesima settimana, mentre il 19% si fermava dopo un mese. Il restante, quindi la maggioranza delle donne durava poco più di 5 settimane.

Quali sono le cause per cui dopo un determinato momento non si riesce più a seguire la dieta? Prima di tutto esiste una correlazione tra alimentazione ed umore e il privarsi troppo a lungo di cibi dolci, gustosi e anche un po’ grassi può portare ad averne un desiderio irrefrenabile con i conseguenti sgarri che sono quasi sempre il preludio all’interruzione della dieta.

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Ci sono poi motivi legati alla vita sociale come la difficoltà di conciliare inviti fuori a cena o per un aperitivo e la necessità di seguire un regime alimentare restrittivo. Alla lunga ci si può sentire sole e cercare nel cibo la compensazione. Infine ci possono essere anche cause fisiologiche soprattutto nei periodi legati al ciclo mestruale in cui si sente voglia di qualcosa di dolce e la rinuncia pesa più che in altri momenti.

Come sempre la soluzione risiede nell’equilibrio ovvero nel non sottoporsi a diete troppo rigide ma cercare di imparare a seguire uno stile di vita alimentare che privilegi i cibi sani e le cotture semplici ma che preveda anche una giusta dose di alimenti che possano soddisfare anche da un punto di vista psicologico.

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