La dieta flexiteriana ha fatto la sua comparsa da qualche anno, un regime alimentare che fa storcere il naso a vegetariani e vegani più ortodossi. Leggermente vegeteriana? Adesso, con il semivegetarianismo si può.

Archiviati i dogmi dei tempi passati, è ormai tempo di equilibri. Ecco allora farsi largo la dieta flexitariana (flexible vegeterian), stile nutrizionale che prevede una alimentazione sana e salutare, all’insegna del gusto, delle materie prime e delle tecniche di cottura, integrando proteine animali in quantità ridotta e scegliendole nel rispetto dell’ambiente da allevamenti estensivi ed etici, escludendo il tonno e il pesce spada e privilegiando il pesce azzurro.

Si tratta di un genere di cucina che comincia a farsi largo anche con ristoranti dedicati, come la catena Flax&Kale a Barcellona e molto popolare in Spagna (è anche dentro il gigantesco H&M tra Passeig de Gracia e la Gran Via, il primo al mondo con ristorante dentro), fondata da Teresa Carles pioniera della cucina vegetariana in Spagna. A Roma da un anno è aperto Fiore in Via Boncompagni con lo chef Matteo Cavoli, un open space di 450 mq con una grande isola al centro per la cucina a vista, a vapore e una terrazza con orto mediterraneo e anche una bottega. In America è molto famosa Sweetgreen USA, fondata 10 anni fa e diventata ormai una sorta di community. Ecco nello specifico cos’è e come funziona la dieta flexiteriana.

Dieta flexiteriana: cos’è

  • Si tratta di una alimentazione sana, gustosa e molto attenta alla qualità, alla provenienza di prossimità, di tradizione ma più leggera, con tecniche di cottura come il vapore, vegetariana ma senza escludere alimenti di origine animale.
  • È una dieta ricca di vegetali, utile per prevenire malattie come ipertensione, colesterolo alto, diabete e sovrappeso, oltre a regolare le funzioni dell’intestino grazie alle fibre.
  • Non esclude del tutto gli alimenti di origine animale; per questo non si rischiano carenze di nutrienti, soprattutto di vitamina B12, una sostanza indispensabile nella sintesi dell’emoglobina presente nella carne, nel pesce, nelle uova e nel latte. Gli alimenti di origine animale sono consumati saltuariamente e in piccole porzioni.

Dieta flexiteriana: come funziona

  • La dieta fleixitariana è varia ed equilibrata e anche abbastanza ipocalorica, in quanto apporta circa 1.400 calorie al giorno; se viene seguita come dieta dimagrante permette di perdere tre o quattro chili in un mese.
  • Privilegia alimenti vegetali ma non esclude le proteine animali fornite dalle uova, dal latte e dai latticini e, due volte a settimana, si può sostituire un pasto vegetariano con uno a base di carne o pesce.
  • Le proteine, che di solito risultano essere il nutriente più penalizzato nelle alimentazioni vegetariane, oltre ad essere fornite dagli alimenti di origine animale, vengono fornite dai legumi ed associate ai carboidrati grazie a piatti come farro e legumi oppure pasta e ceci.
  • La cucina flexiteriana non demonizza i dolci, ma privilegia quelli leggeri, in cui gli ingredienti sono accuratamente selezionati e vengono sfruttate tecniche alternative di preparazione.