Che il sale sia nemico della linea e, se consumato in quantità eccessive, anche della salute è un dato di fatto. Meno scontato è riuscire a conoscere la quantità di sale presente nei prodotti da forno confezionati come grissini, pane, merendine e biscotti ma anche caramelle, patatine e formaggi.

La quantità di sodio consigliata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità da assumere in un giorno va da 100 a 600 mg, pari a circa 0,25-1,5 grammi di sale. Numerose ricerche hanno dimostrato che la dieta degli italiani apporta, in media, 12 grammi di sale al giorno: si tratta di una quantità dieci volte maggiore rispetto a quella consigliata.

La causa dell’eccessivo consumo di sale può essere cercata proprio nei prodotti confezionati. Una ricerca condotta nel 2011 da Altroconsumo ha dimostrato che molti prodotti da forno contengono una percentuale di sale maggiore rispetto al 2005. Probabilmente il motivo di tale aumento dipende dal fatto che la maggioranza degli italiani è ormai abituata a gusti forti e troppo sapidi.

Attenzione, dunque, a tutti i prodotti confezionati perché il sale non è contenuto solo nei prodotti salati ma anche in quelli dolci: biscotti, merendine e caramelle, infatti, contengono alte quantità di sodio. Per migliorare la propria salute, dunque, è necessario leggere le etichette di tutto ciò che compriamo.

Altroconsumo ha scoperto che su 134 prodotti presi in considerazione, soltanto 51 riportano la quantità di sodio presente in 100 grammi e solo 7 specificano la quantità di sale. Numerosi marchi e alimenti presi in considerazione non hanno superato l'”esame”: contengono troppo sale.

È preferibile evitare il pane a fette confezionato: che si tratti di pane bianco, ai cereali, pugliese o francesino, la percentuale di sale contenuta si aggira tra l’1,5% e l’1,9%. Vietati anche crackers, grissini e sostituti del pane: quelli più saporiti arrivano anche al 2,4%. Via libera solo ai grissini iposodici e a quelli torinesi che contengono percentuali di sale introno allo 0.

Salatini ad arachidi si aggiudicano il “premio” come alimenti più salati con percentuali che sfiorano il 4%, mentre i biscotti tipo frollini hanno una presenza di sale abbastanza contenuta. Le caramelle variano tra lo 0 e lo 0,8%: meglio preferire quelle alla frutta ed evitare quelle troppo elaborate.

I formaggi devono essere divisi in freschi, stagionati e formaggini. I primi, ovvero crescenza e certosa, contengono percentuali di sale medie, tra lo 0,4% e l’1,1%. Anche quelli stagionati vanno consumati con moderazione perché formaggi come Emmental, grana padano e pecorino hanno un contenuto di sale che si aggira tra lo 0.7% e l’1,3%.

Divieto assoluto, invece, per il gorgonzola, con il suo 2%, e per i formaggini. Pensare che un formaggino rappresenti uno spuntino sano è sbagliato: la percentuale di sale supera il 2%.

Fonte: Melarossa.