Prima di parlare della dieta mediterranea ecco una breve premessa: mettersi a dieta spaventa tutti e se si riesce a iniziarne una, per chissà quale congiuntura astrale positiva – la frase chiave più comune per rimandare è “incomincio da lunedì” – poi il successo dura poco.

Per non parlare del fatto che a volte si scelgono le diete più improbabili, attratti da una promessa di miracolo immediato. Si è scoperto che nell’80% dei casi anche una dieta dimagrante cominciata con il migliore degli auspici e con il massimo dell’entusiasmo, fallisce inesorabilmente. La dieta mediterranea, però, pare legata a un destino più roseo, perché parte da presupposti del tutto diversi.

La dieta mediterranea costituisce un patrimonio storico e culturale di enorme significato: circa un anno fa, a buon diritto, veniva inserita dall’Unesco, nel Patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Essa rappresenta il simbolo di una cucina composta di semplicità, fantasia e sapori apprezzati in tutto il mondo.

I piatti tipici della dieta mediterranea rappresentano dunque un’eccellenza gastronomica e nutrizionale di prima categoria. La breve cottura contemplata nelle sue ricette esalta i profumi e i sapori di ogni singolo ingrediente, conservando intatte sia proprietà nutritive che protettive.

Quando parliamo di dieta mediterranea parliamo di modello nutrizionale vero e proprio, più che di dieta dimagrante, ispirato ai modelli alimentari tradizionali dei paesi europei del bacino del mediterraneo, in particolare Italia, Francia meridionale, Grecia, Spagna e Marocco.

Al Fens, 11esimo Congresso europeo sulla nutrizione, i massimi esperti in materia hanno esaltato i valori della dieta mediterranea. Fra loro Marta Garaulet Aza, nutrizionista dell’Università della Murcia ha affermato:

«potrebbe essere la dieta da seguire tutta la vita, perché è varia. Grazie alle specifiche qualità di pasta, fibre e olio d’oliva consente di valorizzare le verdure; è appagante e facilita la digestione.»

Secondo la ricercatrice spagnola, se è vero che l’obesità è in massima parte legata alla quantità di cibo ingerita, nei suoi meccanismi rientra anche il fattore genetico. Esistono genotipi – gli individui e il loro corredo genetico – che non ingrassano nonostante mangino in modo smisurato. Anche i macronutrienti non sono da considerare i principali responsabili del fatto che si dimagrisca o meno. Rinunciare ai carboidrati inoltre per molti significa avere scompensi significativi dell’ormone serotonina. Ciò conduce a volte a forme gravi di depressione. Vittime di questo pericolo sono soprattutto le donne che scelgono regimi alimentari quasi del tutto a base di proteine, come la dieta a zona. Valida alternativa a tutto ciò è la dieta mediterranea che si è rilevata fondamentale nella prevenzione dell’obesità: abbassa l’indice glicemico e stimola la termogenesi. E viene accettata di un buon grado da chi decide di mettersi a dieta.

Una dieta mediterranea bilanciata, con adeguate quantità di carboidrati complessi, è la scelta più appropriata per perdere peso, soprattutto a lungo termine.

Fonte: Ansa.