La dieta mediterranea come un patrimonio da proteggere. È partito da questi presupposti il Tavolo Intercomunale per l’Agricoltura, che ha scelto sette chef della penisola sorrentina come i custodi di alcuni prodotti tipici della zona: ogni cuoco dovrà adottare letteralmente un cibo, promuoverlo e valorizzarlo.

Questi chef renderanno noto nel corso di una serata qual è il prodotto tipico della dieta mediterranea che intendono adottare. Questi custodi molto speciali sono Alfonso Iaccarino del Don Alfonso 1860, Giuseppe Aversa de Il Buco, Gennaro Esposito de La Torre del Saracino, Alfonso Caputo de La Taverna del Capitano, Antonio Mellino dei Quattro Passi, Danilo Di Vuolo de Maxi di Capo La Gala e Giuseppe Guida dell’Antica Osteria Nonna Rosa.

La cucina è un elemento culturale molto importante nella penisola sorrentina che si basa sulla dieta mediterranea, dato anche che rappresenta un fattore fondante del turismo. Lì la dieta è fatta di ingredienti genuini e freschi, dalla pasta agli ortaggi, dal pesce alle verdure. La loro commistione si trasforma, grazie alle mani sapienti di questi e altri chef in piatti assolutamente deliziosi, che non lasciano al turista certo l’amaro in bocca.

Anzi, quando si parla di penisola sorrentina, l’espressione più giusta sarebbe “amore in bocca”, quello dei piatti sani che si tramandano da generazioni in questi luoghi. Il sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo ha sottolineato:

«Questa iniziativa vuole attribuire il giusto riconoscimento a quegli chef che, con la loro cucina, hanno contribuito a fare conoscere ai gourmet italiani e stranieri le prelibatezze della nostra terra. Ambasciatori del gusto, i nostri cuochi, ma anche ambasciatori di saperi, con quel vasto fondamentale capitolo dell’enogastronomia, dell’agrolimentare e dell’arte culinaria che prende il nome di dieta mediterranea.»