Per la dieta mediterranea si pensa a un marchio e a una fondazione che sappiano valorizzare e promuovere tale tipo di alimentazione sana nel mondo. La dieta mediterranea ha ricevuto tempo fa il titolo di patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’Unesco, ma non è stato abbastanza per promuoverne una diffusione massiccia a livello globale. Troppe persone, infatti, ancora non la conoscono.

Della volontà di creare un marchio per sostenere la dieta mediterranea se n’è parlato al Forum 2011 svoltosi di recente a Imperia, una tre giorni che ha riunito esperti, produttori ed esponenti delle istituzioni dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. L’obiettivo è quello di aprire nuovi spazi di mercato sia per i prodotti base di tale tipo di alimentazione che per i territori d’elezione, come specificato da Enrico Lupi, presidente dell’Associazione nazionale delle Città dell’Olio:

«L’obiettivo che ci siamo dati è quello di mettere a punto delle strategie per evitare che il riconoscimento Unesco resti solo sulla carta ma diventi invece un punto di partenza per disegnare uno scenario di sviluppo per i prodotti che sono alla base della dieta mediterranea dai legumi alla pasta, dagli ortaggi alla frutta e all’olio d’oliva».

Anche se un marchio c’è già, ovvero il logo Unesco insieme alla frase “Dieta mediterranea patrimonio immateriale dell’umanità“, bisogna spingere su un’efficace strategia di marketing fissando, tra le varie cose, delle regole alle quali i produttori dovranno attenersi per utilizzare sull’etichetta degli alimenti il logo Unesco. Successivamente si cercherà di far conoscere massicciamente il marchio “dieta mediterranea” anche in quelle zone ove l’alimentazione proposta non è tradizione.

Si intende seguire tale politica perché la dieta mediterranea è fondamentale per assicurarsi un’ottima alimentazione, come sottolineato da Pierluigi Petrillo, della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco:

«Il concetto di Dieta Mediterranea non è sinonimo soltanto di abitudini alimentari ma anche di tutto il background storico, il senso di appartenenza a un territorio e la cultura che caratterizza i vari paesi che la riconoscono come stile di vita. Quando facciamo la spesa non pensiamo al valore di quello che acquistiamo se non siamo consapevoli del fatto che dietro ai prodotti c’è una storia che un uomo ha trasmesso e Unesco riconosce proprio la storia e la cultura come Patrimonio dell’Umanità. Per rendere questo valore riconoscibile il modo migliore sarebbe identificarlo con un marchio. Il Forum di Imperia si muove bene in questa direzione, proponendo una serie di regole condivise tra mondo imprenditoriale e istituzioni».