La bilancia dovrebbe scendere. Sarebbe l’obiettivo del dopo-feste, il primo buon proposito dell’anno nuovo; dunque, in vista della lontana (seppur non così tanto) prova costume, hai riprogrammato alimentazione e attività fisica in modo da sentirti almeno a posto con la tua coscienza.

E per qualche settimana non ti sei confrontata con i chilogrammi: qualunque nutrizionista sostiene infatti che sia inutile pesarsi ossessivamente ogni giorno, e tu lo sai bene; anzi nella maggior parte dei casi conviene scontrarsi con la bilancia soltanto durante i controlli, con il supporto del medico alle spalle (l’impatto psicologico potrebbe essere pressochè devastante….).

Ma se anche tu, come molte, hai deciso di fare a meno del nutrizionista, almeno fino alla prossima primavera, dovrai pur trovare il modo di controllare quel che stai combinando. Quindi, dopo oltre due settimane di dieta bilanciata, peso degli alimenti, cene fuori contenute e centellinate e soprattutto palestra, corsa, camminate, zumba, salsa e country, decidi di pesarti. E l’incubo è lì, sul display della bilancia, pronto a destabilizzarti come uno tsunami in riva all’oceano.

Perchè quel che ci ritrovi non è esattamente quello che ti aspettavi, anzi: non solo non hai perso un etto, ma hai recuperato ben 2 o 3 kg. Pessimismo e rassegnazione. Peggio: disperazione e autofustigazione. Perchè mai tutto quel che ci viene sempre detto riguardo dieta, alimentazione e metabolismo, su di noi non dovrebbe funzionare?!?

Non capita a tutte naturalmente, ma ad alcune succede. E se sei fra quelle, probabilmente da anni ti chiedi come svelare il “mistero dell’assassino misterioso”, il responsabile del tuo non calo di peso.

Io non sono qui per fugare i tuoi dubbi, e nemmeno per raccontarti la favoletta della bilancia che non funziona bene. Anche perchè non la riesco a raccontare nemmeno a me stessa. Io sono qui per dirti di fartene una ragione: se sei donna e hai qualche problemuccio ormonale, bè la bilancia “al contrario” è il meno che ti puoi aspettare.

A partire dalla ritenzione idrica alla quale i vari stadi del ciclo inesorabilmente ti condannano, fino all’inevitabile aumento di massa magra (quella muscolare) in conseguenza all’attività fisica più intensa, passando magari per terapie farmacologiche in corso. I motivi dell’aumento potrebbero essere intanto questi, anche se per averne conferma il nutrizionista di cui sopra dovrebbe dire la sua.

In ogni caso vorrei concludere con un incoraggiamento (che tento di fare più a me stessa): non saranno quei 2 o 3 kg in più a cambiare il tuo aspetto. Certo, se aumentano ancora, è il caso di andarci davvero da un esperto di alimentazione.

Tuttavia mi deprime pensare che una cifra su un display, digitale o analogico che sia, possa condizionare così tanto l’umore di una donna, magari anche bella, magari anche amata. Ma ritorneremmo a disquisire sempre sugli stessi concetti: i retaggi culturali, la società votata all’immagine, la perfezione a tutti i costi. Io vorrei tanto riuscire, per prima, a cambiare argomento e mentalità. Eppure mi ritrovo costantemente ancorata agli stessi meccanismi. Sarà un’utopia quella di potersi sentire belle senza il “peso” di nessun numero?