Come tutte le diete che escludono drasticamente l’assunzione di un alimento, quella senza carboidrati, detta anche dieta Atkins, può intaccare l’equilibrio dell’organismo, creando gravi danni alla salute, come è stato recentemente riferito dalla rinomata rivista medica britannica “The Lancet”. Per questo motivo, prima di intraprendere un regime alimentare di questo tipo, è bene consultare il proprio medico generico, il quale reputerà se siete idonei a seguire tale percorso.

La dieta Atkins consiste in un ampio consumo di proteine e grassi e nella quasi assoluta scomparsa di tutto ciò che contenga carboidrati, il che potrebbe portare alla produzione di chetoacidi, ovvero sostanze parecchio nocive per l’organismo che, tra i tanti effetti negativi, potrebbero condurre ad acetosi, disturbi cardiovascolari, malattie renali, costipazione, aumento del colesterolo, cancro colorettale, disturbi cardiaci, complicazioni del diabete, cefalea, affaticamento e tanto altro ancora.

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Sebbene sia stata considerata una dieta molto pericolosa per la salute, essa ha avuto un ampio successo negli Stati Uniti d’America, dove sono state addirittura incentivati degli studi che sembrerebbero rivalutare in senso positivo il regime Atkins: degli studiosi statunitensi hanno infatti dimostrato che seguendo questa dieta si potrebbe alzare il livello di HDL, ossia le lipoproteine addette alla rimozione del colesterolo in eccesso, e che quindi prevengono l’arteriosclerosi.

Come agisce dunque la dieta Atkins? Essa fa leva sul principio che spinge l’organismo a bruciare per primi i carboidrati, e per secondi i grassi, per la produzione dell’energia. Eliminando o riducendo drasticamente i primi, il nostro corpo si concentrerà sulla combustione dei grassi, quella che fa aumentare maggiormente la nostra massa adiposa e, di conseguenza, il nostro peso.

Per conseguire risultati senza riprendere peso in seguito è necessario seguire quattro passaggi. La prima fase è quella dell’induzione, ovvero la riduzione del consumo dei carboidrati a 20 grammi al giorno, ottenuti per lo più da insalate. In secondo luogo, per favorire la continuazione della perdita di peso, bisogna aggiungere carboidrati ricchi di fibre e nutrienti, aumentandoli di 25 grammi al giorno per la prima settimana, 30 grammi per la seconda e così via; in questo modo a poco a poco la perdita di peso diminuirà, e a quel punto bisognerà sottrarne 5 grammi al giorno fino a raggiungere di nuovo un giusta dimagrimento.

Terzo passo è quello del passaggio dalla perdita di peso al suo mantenimento, aumentando l’assunzione di 10 grammi al giorno fino all’individuazione della giusta dose per conservare il peso. Ultima fase è quella da adottare “per tutta la vita”, ossia selezionare una vasta varietà di alimenti con cui si è sicuri si possa mantenere il peso e l’equilibrio dell’organismo.