Essere vegani, ovvero scegliere di non mangiare alimenti e prodotti di origine animale, può essere seriamente rischioso per la salute. Il rischio maggiore per chi segue una dieta di questo genere è l’alta possibilità di arteriosclerosi e problemi come ictus e malattie cardiovascolari.

Ad arrivare a questa conclusione è uno studio pubblicato da Journal of Agricultural and Food Chemistry a seguito di una ricerca profonda ricerca sulla biochimica del vegetarismo.

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In poche parole, i problemi di salute sarebbero causati dalla mancanza di vitamina B12, ferro, zinco e acidi grassi Omega 3. L’assenza di tali elementi provocherebbero nel vegano un livello alto di omocisteina e un livello basso di HDL, il cosiddetto “colesterolo buono“.

Il problema si estende anche alle diete vegetariane perché, nonostante siano abbastanza proteiche, non forniscono grassi e acidi grassi sufficienti all’organismo.

L’assunzione di Omega 3, secondo uno studio presentato a Marsiglia dall’Inserm, inciderebbe inoltre sull’umore di una persona, oltre che agevolare la perdita del peso in eccesso. Chi si ciba di pesce tenderebbe a equilibrare i livelli di colesterolo e di antiossidanti e sentirebbe un effetto positivo, migliorando il proprio umore e potenziando il sistema immunitario.