La dieta vegetariana potrebbe essere una realtà tra meno di quaranta anni. E non solo per coloro che hanno abbracciato una scelta cruelty free, ma per tutta la popolazione del mondo. La questione risiede in alcuni importanti dati al vaglio degli scienziati: si prevede che la popolazione della Terra, nel 2050, salirà dagli attuali sette miliardi di persone a nove miliardi. In questo modo potrebbe non esserci cibo a sufficienza per sfamare tutti. Inoltre, già in questo periodo sono tantissime le persone che patiscono la fame perché le risorse alimentari non sono ben distribuite. Non si tratta soltanto dei bambini africani che vediamo in immagini sempre più tristi ed eloquenti in relazione alle differenze tra popoli che vivono nel benessere e non, ma anche di ampie fette di persone vicine a noi, di cui non abbiamo esatta percezione.

Il possibile avanzare della dieta vegetariana parte dal bisogno d’acqua. L’acqua è vita per l’uomo, ma anche per le piante e per gli animali: la differenza è nel fatto che far crescere gli animali negli allevamenti significa consumare cinque volte l’acqua necessaria a far crescere la stessa quantità in vegetali. Non solo: anche le produzioni vegetali per gli animali erbivori o le sementi, potrebbero essere convertite in coltivazioni vegetali destinate agli esseri umani.

A dirlo è Malik Falkenmark e il suo staff dello Stockholm International Water Institute. Lo studio è partito da alcune cifre diffuse dall’ONU: novecento milioni di persone vanno a letto affamate tutte le sere e due miliardi sono considerate malnutrite. Così si dovranno ridurre, dal 20 al 5%, i consumi di proteine di derivazione animale, buttandosi quindi su quelle di natura vegetale, come i legumi. Quindi la ricetta per sfamare nove miliardi di persone risiederebbe nel vegetarianesimo, il che contribuirebbe anche all’eliminazione di errati comportamenti alimentari che finiscono per influire con il sovrappeso e l’obesità.

In realtà, si potrebbe quasi rasentare la dieta vegana, più che la dieta vegetariana, perché cessando quasi completamente l’esistenza degli allevamenti, saranno difficili da reperire tutti i tipi di alimenti che provengono dagli animali, compresi il latte, i formaggi e le uova. È probabile comunque che si continueranno a fruire cibi che provengono dagli animali, solo che rappresenteranno una minoranza, dedicata a una piccolissima fetta della popolazione mondiale.

Fonte: Repubblica.