Sempre più spesso si parla di digiuno terapeutico e di digiuno in generale. Sembra infatti che osservare alcune ore di lontananza dal cibo possa avere alcuni benefici sull’organismo, a patto che tale digiuno terapeutico venga eseguito con giudizio e informandosi bene prima di procedere.

L’invito che viene fatto è quello di affidarsi al consulto di un medico, che potrà fornire il proprio parere in merito a questa pratica e tutte le informazioni che è assolutamente necessario conoscere. In ogni caso non si tratta né di una dieta lampo né di una dieta dimagrante da scegliere autonomamente o da “tentare”. A puro scopo informativo, qui si cercherà di capire cos’è tecnicamente il digiuno terapeutico, quali sono i suoi benefici e quali le eventuali controindicazioni.

Cos’è il digiuno terapeutico e come funziona

Il digiuno terapeutico consiste nella non assunzione di cibo liquido e solido per un arco temporale che può arrivare fino a 24 ore (se dura di più deve essere assolutamente eseguito attraverso il supporto medico). Durante questo periodo si possono bere liquidi (come acqua e integratori minerali). Esistono anche versioni più soft del digiuno terapeutico, con funzione detox, che prevedono il consumo di frutta e verdure crude.

Chi si prepara ad osservare lunghe ore di digiuno dal cibo, dovrebbe farlo nel modo giusto. Ad esempio riposando molto, evitando di non mangiare in caso di periodo molto stancante e stressante della propria vita (o quando non si è in perfette condizioni di salute, onde evitare di indebolire ulteriormente e inutilmente l’organismo) e posticipando gli impegni più gravosi.

Benefici del digiuno terapeutico

Questa pratica sembra aver raggiunto un certo successo perché, se eseguita con cognizione, sembra essere in grado di far ottenere alcuni importanti benefici. Alcuni medici, ad esempio, ritengono che digiunare prima di sottoporsi a terapie importanti (come la chemioterapia), possa aiutare i farmaci ad avere un’azione più efficace contro la patologia da combattere. Stesso discorso per le malattie metaboliche o per il sovrappeso, che alcuni medici tratterebbero anche servendosi del digiuno terapeutico (o digiuno imposto).

In generale, però, sembra che il digiuno terapeutico, quando eseguito con coscienziosità e correttamente, possa apportare benefici quali: depurazione dell’organismo da tossine e da altre sostanze potenzialmente nocive, maggior senso di benessere in generale, perdita di peso in eccesso.

Controindicazioni del digiuno terapeutico

Seguire un digiuno e non farlo nel modo giusto, può comportare però anche delle controindicazioni piuttosto serie. Non mangiare quando si è molto stanchi, stressati o quando non si è perfettamente sani, è un atteggiamento che potrebbe avere conseguenze serie sulla salute dell’organismo, contribuendo ad indebolirlo e a peggiore la situazione. Seguire un digiuno nel momento in cui si ha necessità di molte energie, è un altro comportamento che andrebbe evitato, visto che potrebbe mettere a rischio la salute: nel momento in cui non si assumono cibi solidi e liquidi, molto meglio avere uno stile di vita più riposato e rilassato. Non eseguire il digiuno terapeutico correttamente può comportare anche malnutrizione e carenze di sostanze molto importanti per il corpo (come sali minerali, proteine e così via), che a lungo andare possono avere conseguenze più negative che positive.