Anche se non sembra proprio, la primavera incalza. Diciamo che è alle porte. Che sono ancora chiuse e sbarrate, ma che inesorabile arriverà il momento di togliere cappotti e palandrane, mettendo in luce la propria siluette.

No, è inutile che scuoti la testa: ogni anno è così.

Siamo condizionate, che c’è di male? Anche la più longilinea è capace di sostare d’innanzi allo specchio osservando nanomicron di troppo sul suo profilo fianchi.

E allora?

Aspettando di percepire anche con i sensi il sopraggiungere del tepore primaverile, alcune idee “nuove” (rispetto alle solite diete contacalorie). Intanto sappiate che è assodato un fatto: come mangiamo e come ingrassiamo dipende da come pensiamo (e amiamo).

Infatti, a parte casi di patologie serie e dichiarate, i chili di troppo sono accumulati dalla nostra mente, quando non può accumulare altre cose come amore, affetto, stima, rispetto ecc.

Non credo che non ci credi, ma in ogni modo ti illustro alcune proposte per dimagrire che stanno prendendo piede, con risultati molto interessanti.

Molti trainer e coach in Programmazione Neuro Linguistica, per esempio, addestrano il cervello ad abitudini più visrtuose per il nostro peso ideale.

Corsi di uno o due giorni per imparare e ristrutturare i pensieri e cambiare atteggiamento nei confronti del cibo. Un’operazione che può portare a cambiamenti molto positivi nella nostra vita. Smettere di usare il cibo per rivolgersi alle relazioni importanti, iniziare ad amare sé stesse e non illudersi di nutrirsi d’amore ingurgitando fette di Saint-Honorè.

IL MOVIMENTO (qualsiasi movimento) protratto per una mezz’ora ogni giorno consente plurimi benefici. Dal consumare più calorie, dal risvegliare il metabolismo (e fargli così consumare di più anche quando non ci “muoviamo”) alla produzione di endorfine(effetto simile a morfina e oppio, ma del tutto legali e naturalmente prodotte da noi).

IL CARBURANTE, ciò che immettiamo nella nostra macchina-corpo, è ciò che noi siamo.

Qua si aprono le più ampie, discusse, testate teorie alimentari, e non abbiamo né spazio né tempo d’affrontarle. Mi limiterò a segnalarvi di stare alla larga da fagioli, ceci, lenticchie e legumi in genere (validissimi dal punto di vista nutrizionale il nostro intestino non produce gli enzimi adatti delegando alla flora batterica il compito di disgregarne le proteine, con le ben note conseguenze di pangia gonfia… e altro).