Una scacchiera, il bianco e nero, specchi e drappeggi, simboli e segni a sottolineare il legame di Maria Grazia Chiuri con l’heritage della maison: è tutto questo ad accogliere gli ospiti alla sfilata Dior Haute Couture Primavera-Estate 2018, nei giardini del Musée Rodin di Parigi.

Si vous aimez l’amour, vous aimerez le symbolisme” avverte la stilista già dall’invito, facendo sue le parole dello studioso francese Vincent Gille.

Ed è a una surrealista che si ispira la terza collezione di Maria Grazia Chiuri, Leonor Fini, artista argentina la cui opera e l’audace stile personale avevano attirato l’attenzione di Christian Dior anni prima che fondasse la sua casa di moda: una rottura da parte della designer nei confronti della sfilata di debutto, fatta di abiti fiabeschi nei toni champagne e pastello, sostituiti ora da un assemblaggio di linee grafiche e architettoniche interpretato quasi esclusivamente in bianco e nero.

Foto: Getty Images

Ad aprire la passerella, Ruth Bell, ormai modella feticcio della Chiuri, con morbida gonna longuette e camicia trasparente, da cui fa capolino il reggiseno dorato: ed è proprio l’oro a tornare, delicato accento, da un outfit all’altro.

Foto: Getty Images

È una collezione rigorosa nelle linee e opulenta nelle lavorazioni, fatta di vaghi accenni Sixties – dalle stampe optical al make up – e inserti inaspettati, veri capolavori del savoir faire parigino.

Banditi i fiori, stavolta la stilista romana preferisce righe e pois, crea splendidi tailleur pantaloni di raso, ora bianchi ora neri, rivisita all’infinito la giacca t-bar di Monsieur e fa indossare alla sua donna incantevoli cappe, lunghe fino ai piedi.

Foto: Getty Images

Nella seconda parte della sfilata, entra in scena qualche nuance, dal marrone al cipria, dal rosso fuoco al verde bosco, e fanno capolino piume, frange, paillettes, velluti e decorazioni; indugia in nuvole di tulle, regala note di colore e brillantezza.

Foto: Getty Images

Deliziosi gli abiti segnati in vita dalla cintura sottile, con fiocchetto, strepitose le mantelle tutte ricami e applicazioni da grand soirée.

Da Dior va in scena, insomma, un ballo in maschera degno del celeberrimo Black and White Ball, organizzato nel ’66 da Truman Capote all’Hotel Plaza di New York: un party per mostrarsi e per nascondersi, come sembrano suggerire le maschere delle mannequin, per divertirsi e – soprattutto – per sognare.

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Foto: Getty Images

Galleria di immagini: Dior Haute Couture Primavera-Estate 2018, le foto