La dipendenza da shopping è un problema che, con il passare del tempo può rivelarsi piuttosto serio e pericoloso, non solo per le proprie finanze ma anche da un punto di vista emotivo: basti pensare al libro best seller “I Love Shopping” di Sophie Kinsella – poi adattato a film con protagonista Isla Fisher -, che racconta la storia di una ragazza con dei seri problemi legati alla dipendenza da acquisti compulsivi.

Come capire, però, se si è affetti dalla mania dello shopping? Un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Bergen (Norvegia),  in collaborazione con la Stanford University, l’Ucla e la Nottingham Trent University, mette in luce quelli che possono essere i sintomi indicativi di una mania compulsiva di fare acquisti. Lo stesso, pubblicato poi sulla rivista Frontiers, ha creato una vera e propria scala di misurazione rinominata “Bergen Shopping Addiction Scale” che elenca sette tra i sintomi principali per capire se si è affetti da una sindrome da shopping.

Ecco quali sono i sette “sintomi” che evidenziano un’eventuale sindrome d’acquisto compulsivi.

  1. Pensare in qualsiasi momento allo shopping
  2. Fare acquisti per migliorare il proprio umore, sentendosi più “felici” dopo aver strisciato il proprio bancomat o carta di credito
  3. Saltare una giornata di lavoro o di scuola pur di non rinunciare a fare acquisti
  4. Sentire il bisogno di acquistare sempre di più per sentirsi appagati
  5. Imporsi di fare meno shopping, ma fallire miseramente
  6. Sentirsi male al solo pensiero di dover saltare una sessione di shopping – con il consueto giro per le vetrine – per qualsiasi ragione
  7. Fare così tanto shopping da aver compromesso il proprio benessere o le proprie finanze

Secondo gli scienziati, però, basterebbero anche solo quattro tra i sette sintomi per capire di essere finiti nel vortice della “sindrome da shopping”: una condizione che, secondo gli stessi, nella maggior parte dei casi riguarda le donne – ma anche il sesso maschile non è escluso -, che per la prima volta vengono colpite durante l’età adolescenziale, con un picco nell’età adulta, per poi “guarire” man mano che passano gli anni.

Particolarmente a rischio sarebbero le persone ansiose, che attraversano periodi di depressione e bassa autostima: questi i fattori principali che favorirebbero l’insorgenza del disturbo, mentre per le persone più estroverse lo shopping sarebbe solo una maniera per “confermare il proprio status sociale”.