Chi custodisce i custodi? L’annosa questione filosofica che assillava persino i pensatori della Grecia Antica, ritorna in auge ogni volta che si parla della famiglia Berlusconi, del gruppo televisivo da loro posseduto e della magistratura.

Piersilvio e Silvio Berlusconi sono stati indagati per presunte irregolarità nella compravendita dei diritti televisivi per il periodo 2003/04: nella questione sarebbe coinvolta l’intera dirigenza Mediaset, tanto che i Berlusconi hanno ricevuto un invito a comparire.

Questa mattina vi abbiamo già informato delle dichiarazioni di Niccolò Ghedini, l’avvocato della famiglia Berlusconi. Nel pomeriggio si è aggiunta la reazione politica sdegnata di Daniele Capezzone, che ha affermato:

Non esiste un solo caso nell’Occidente avanzato e nella storia delle democrazie moderne, in cui un plurivincitore delle elezioni, un leader scelto e più volte confermato da una larga maggioranza di cittadini, sia stato e sia oggetto di una così massiccia, sistematica, inesauribile serie di attacchi, inchieste, procedimenti giudiziari.

La questione è in realtà annosa e i rapporti tra il premier e le TV private della sua famiglia è davvero intricato: nel film “Aprile“, Nanni Moretti denunciava il conflitto di interesse che intercorreva tra Berlusconi creatore di Mediaset e Berlusconi capo di governo. In questi giorni, la ragione che fa discutere è un’altra, ma la domanda sorge spontanea: ci sono davvero state queste irregolarità o si tratta di accanimento giudiziario?