È successo in provincia di Nuoro, dove alcune signore scandalizzate hanno raccontato che, durante la celebrazione della Messa di domenica scorsa, il prete ha rifiutato un disabile che si era messo in coda per ricevere la comunione.

Il fedele, un paziente del centro psichiatrico Aias del paese, era entrato in ritardo in Chiesa, a funzione già cominciata, e il prete, deciso nel svolgere la sua attività senza eccezioni, non ha avuto scrupoli a negargli l’eucarestia, giustificandosi:

Tutto vero: non ho ammesso alla comunione un ospite del centro Aias perché è entrato in Chiesa due secondi prima della comunione. Così non va bene, quando si viene a messa si deve essere puntuali. Posso pure capire che uno arrivi, per qualunque motivo, anche durante la lettura del Vangelo, ma proprio prima della Comunione no, non è ammissibile.

Giovanni Zedda, il parroco sardo, inoltre sostiene:

I pazienti del centro Aias vengono spesso in Chiesa, così come io vado frequentemente da loro a celebrare messa. In determinate situazioni, però, le persone malate sono come quelle sane: davanti a un ritardo così evidente ho negato la particola altre volte.

In effetti, in passato un altro fatto di questo genere si era verificato: quando un uomo divorziato che aveva intrapreso un’altra convivenza si è avvicinato all’altare per ricevere la particola, ma il parroco, essendo a conoscenza della situazione, ha deciso di non ammetterlo alla comunione.

Ci sono situazioni diverse e molto delicate, un sacerdote deve sempre saperle interpretare con equilibrio.

Nel paese il fatto è ora sulla bocca di tutti ma la direttrice del centro psichiatrico, Francesca Carboni, dichiara di non aver intenzione di alzare polemiche, conoscendo e stimando il loro parroco che da sempre è molto vicino ai suoi pazienti.