Salve a tutte, sono un disabile nato nel 1975 in ottima salute, non ho problemi genetici. Ho pensato di poter offrire a tutte le coppie lesbo e non solo, che non si possono permettere o non voglio andare all’estero per avere un figlio, un’idea. Forse un’idea non molto etica, ma il fine giustifica il mezzo.

È con queste parole che è iniziato il sogno di avere un figlio per Valeria e Diana, la coppia omosessuale, che ha risposto all’annuncio di Gabriele Viti.

Gabriele, 35enne di Cortona, disabile, soffre di una spasticità causata da asfissia neonatale e circa 4 mesi fa ha deciso di voler donare il suo seme a tutte le coppie lesbiche che non possono ricorrere alla fecondazione eterologa all’estero.

Diana e Valeria, nomi di fantasia come quello di Gabriele, dopo aver letto l’annuncio di non ci hanno pensato due volte e si sono subito messe in contatto con il giovane. Le due, quanto al problema della disabilità, hanno dichiarato:

Nessun pregiudizio, non abbiamo pensato alla disabilità di Gabriele come un handicap o un fattore di rischio per il figlio che speriamo arrivi. Sappiamo che Gabriele è sano e per noi non è diverso dagli altri.

L’annuncio di Gabriele solleva una questione spinosa riguardo alla procreazione assistita e alla legge 40/2004, Norme in materia di procreazione medicalmente assistita.

La legge 40

Consente l’accesso alle tecniche alle coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile.

Inoltre, sono vietate le tecniche di fecondazione eterologa:

Tecniche che prevedono l’utilizzo di gameti di cui uno almeno proveniente da soggetto estraneo alla coppia. Tale divieto si spiega per l’esigenza di garantire al bambino determinati diritti anche di natura sociale e psicologica.

Questo ha determinato la nascita del turismo riproduttivo, locuzione giornalistica utilizzata per indicare la scelta di coppie omosessuali di recarsi in paesi esteri per poter accedere alla fecondazione eterologa, che oltre a prevedere un iter lungo risulta spesso inaccessibile a causa dei costi.

Per Diana e Valeria l’offerta di Gabriele di procreare un figlio alla vecchia maniera è l’unico modo per realizzare il loro sogno. Quanto alla presenza del padre biologico nella vita del bambino, hanno dichiarato:

Ne abbiamo parlato diverse volte. È una soluzione che valuteremo quando poi sarà il momento.