La discriminazione di genere sul posto di lavoro è un problema ancora molto sentito dalle donne, nonostante l’emancipazione, i successi e i ruoli sempre più autorevoli che ricoprono.

Spesso, la discriminazione di genere viene fatta coincidere con alcune situazioni tipo, le più conosciute e riconosciute: ad esempio, può accadere che lo stipendio di una donna sia più basso di quello di un uomo, anche se il titolo e il tipo di mansione sono gli stessi; oppure, può succedere che ad una donna venga negato l’avanzamento di carriera e che venga concesso ad un uomo con meno referenze.

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Tuttavia, esistono numerosi altri modi di discriminare una donna sul lavoro: modalità non subito evidenti, che spesso si fa fatica a riconoscere ma che, per la loro sottigliezza, appaiono più subdole che mai. Il primo campanello d’allarme dovrebbe suonare quando, da parte dei superiori, iniziano a essere formulate domande del tipo: “Hai intenzione di avere figli?“.

Se la domanda non proviene da una persona amica, ma da qualcuno con cui si sono intessuti solo formali rapporti di lavoro, allora è possibile che chi l’ha formulata abbia intenzione di correre ai ripari qualora una sua dipendente rimanga incinta: questa domanda potrebbe precedere un licenziamento.

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Altra domanda cruciale sul posto di lavoro: “Devi essere a casa a un’ora in particolare?”. La domanda assume toni preoccupanti qualora si sia moglie e madre. In altre parole, questa frase nasconde scarsa fiducia professionale nei confronti della lavoratrice solo perché ha anche una vita familiare.

Terzo punto da non sottovalutare: le mansioni assegnate. Se, nonostante il ruolo ricoperto, vengono assegnate mansioni di livello più basso, allora occorre stare molto attente, specie se quelle stesse mansioni vengono affidate a qualcun altro che non ha le stesse competenze.

A volte, il gioco diventa ancora più sottile: molti uomini, sul posto di lavoro, non sopportano di ricevere ordini o di subire strigliate da una donna. A quel punto, iniziano a innervosirsi e a trattar male la collega solo perché donna, indipendentemente dalle ragioni che hanno suscitato la conversazione o lo scambio di opinioni. E questo ci porta al quinto e ultimo punto: il modo in cui le conversazioni tra uomo e donna avvengono.

Un atteggiamento in particolare dovrebbe preoccupare: vale a dire quando una donna sta proponendo qualcosa e viene quasi subito interrotta oppure quando la sua proposta non viene analizzata col giusto peso. Se, di fronte ad un tale atteggiamento, ci si accorge che tra uomini non avviene la stessa cosa, allora è probabile che via sia una discriminazione di fondo.

Fonte: Divine Caroline