Siamo dopo diversi Paesi in via di sviluppo, e quel che stupisce ancora di più è che prima di noi ci sono persino Paesi del terzo mondo. Non si tratta di cibo, per il quale siamo parecchio rinomati, ma di pari opportunità, di rispetto dei diritti femminili, di discriminazione sessuale. Lo conferma il rapporto 2010 sul Gender Gap del World Economic Forum, secondo cui l’Italia, nella scala che misura il divario dei rapporti tra uomini e donne, passa dalla 72esima posizione del 2009 alla 74esima di quest’anno, su 134 nazioni prese in esame.

Ai primi posti, senza neppure dirlo, i Paesi dell’Europa del nord: Islanda, Norvegia, Finlandia, Svezia, Nuova Zelanda, Irlanda, Danimarca, Lesotho; a seguire, ma sempre e comunque più in alto del nostro Paese, il Mozambico, il Botswana, e per non farci mancare proprio nulla anche il Malawi e il Ghana. Queste in proposito le parole di Saadia Zahidi, direttore del World Economic Forum:

Il rapporto del 2010 tiene conto dei dati raccolti negli ultimi cinque anni. Il risultato emerso indica come dei 114 paesi in esame in questo arco di tempo l’86% abbia registrato un miglioramento delle differenze d genere, mentre solo il 14% ha visto un peggioramento.

In Italia continua a essere molto bassa la percentuale di donne lavoratrici, è pari solo al 52%, contro il 74% degli uomini, contrariamente agli Stati Uniti, dove invece la percentuale di donne impiegate è aumentata dal 33% del 1950 al 50%. Altro nodo da sbrogliare sono i salari e le posizioni dirigenziali, nel nostro Paese sempre e comunque troppo impari tra uomini e donne, ovviamente con percentuali a favore degli uomini. Chissà, forse il Ministo delle Pari Opportunità Mara Carfagna può darci consigli o spiegazioni in merito.