Le donne che segnalano episodi di discriminazione dopo la maternità sono in continuo aumento: il Centro Donna della Camera del Lavoro di Milano ha reso noti dati allarmanti che dipingono una situazione drammatica per le mamme lavoratrici, spesso vittime di mobbing al rientro in ufficio.

Solo nel 2011 ci sono state 902 richieste di aiuto rivolte al Centro Donna della Cgil, nella stragrande maggioranza relative a casi di discriminazione sul posto di lavoro: tradotto in percentuale significa quasi il 30 per cento di segnalazioni in più rispetto al 2010.

Secondo quanto dichiarato dalla responsabile Maria Costa, di tutte le donne che si sono rivolte al Centro Donna nel 2011 – soprattutto italiane ma anche straniere -, ben sei su dieci erano lavoratrici dipendenti vittime di mobbing al rientro in ufficio dopo la maternità, ma sono numerose anche le esponenti del sesso debole che chiedono informazioni su tutte le possibilità di welfare come flessibilità, part-time e aspettativa.

Il problema principale, e lo confermano anche i dati recenti sul lavoro rosa in Italia, è la conciliazione dei tempi e la carenza di sevizi per la famiglia, sia interni alle aziende sia pubblici. È sempre la Camera del Lavoro a informare sull’incremento della percentuale di mamme costrette alle dimissioni per questi motivi, pari al 12 per cento tra il 2009 e il 2010.

Chi sono le donne discriminate dopo la maternità? Sono speso impiegate di alto livello, come leggiamo anche su Corriere.it, di età compresa tra i 35 e i 42 anni, che hanno atteso di raggiungere una buona e solida posizione lavorativa prima di mettere al mondo un figlio, ma che al rientro in ufficio trovano un ambiente ostile e subiscono vessazioni di vario tipo.

Fonte: Cgil Milano