Meritocrazia, questa sconosciuta. Da un sondaggio condotto a livello europeo emerge tutta la difficoltà delle donne italiane nel sentirsi realmente giudicate e trattate come meriterebbero, in questo paese, senza episodi di discriminazione. Dal modello familiare, alla politica, dalla carriera al sessismo culturale, l’Italia non è certo il paradiso per le donne. Le casalinghe pagano la crisi, le giovani laureate anche.

L’aspetto della parità di trattamento più duro, le vere e proprie discriminazioni, riguardano secondo il sondaggio del gruppo AuFeminin due italiane su cinque: il 77% di loro si è in seguito rivolta a un tribunale. Ma se si considera il valore di quanto le donne sentono di essere discriminate per il sesso, questo riguarda più della metà.

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Tra le diverse forme di discriminazione che le donne sentono sulla loro pelle, il punto forse più intollerabile rispetto alle capacità e alla modernità di una società come la nostra, è quello legato al mondo del lavoro. Perché se il retaggio maschile della società italiana è una questione culturale, non sono giustificabili salari più bassi, posizioni secondarie e un avanzamento di carriera più faticosi, dato che basterebbe utilizzare criteri oggettivi.

Così, se sui media, in famiglia, e in generale nella società le donne sanno che si tratta di una battaglia destinata a durare ancora a lungo, il lavoro è una questione da affrontare subito. Le vere e proprie ingiustizie sul posto di lavoro riguardano spesso i salari (21%), gli avanzamenti di carriera (19%) dovuti a stereotipi difficili da sradicare (40%), maternità (51%), mancanza di politiche sociali a sostegno delle mamme che lavorano (56%) e il persistere di situazioni dove il potere è oligarchico e in mano a pochi uomini (43%).

Di questo ne sono convinte le italiane, ma ancora di più le francesi.

Gli stereotipi di genere, ovviamente, crescono nelle famiglie, quel modello patriarcale che è invece è considerato molto dalle spagnole (48%), anche se è generale nel continente l’opinione (67%) che l’educazione ricevuta in famiglia abbia effetti sulla tendenza a inquadrare uomini e donne in base a pregiudizi.

Per questa ragione, è in tripudio di sì alle quote rose e a tutto ciò che può permettere di compensare questo ritardo con soluzioni a posteriori, e per ben il 90% delle donne – compreso quelle italiane – l’educazione è fondamentale per scardinare questi meccanismi.

Fonte: BusinessPeople