Camminando per la strada o guardando la televisione è impossibile non rendersi conto quanta pressione ruoti attorno alla perfezione del corpo femminile. Push-up che promettono una taglia in più, vestiti modellanti che invece ne promettono una in meno, immagini di corpi perfetti e scolpiti che vengono fatti passare per la normalità, per un traguardo che ogni donna può e deve raggiungere.

È innegabile che l’immagine giochi un ruolo primario nella vita di tutti i giorni, ma non deve diventarne il fulcro. Insicurezza, bombardamento mediatico, sbagliata percezione di sé sono tutti fattori che possono portare a sviluppare disordini alimentari gravi ed estremamente dannosi per la salute.

In Italia sono circa 3 milioni le persone affette da tali disturbi, con 3500 nuovi casi di anoressia e 6000 nuovi casi di bulimia ogni anno. E la fascia di popolazione più colpita è proprio quella che va dai 12 ai 25 anni, la fascia giovane.

Tra i disordini alimentari più pericolosi c’è l’anoressia nervosa, un disturbo che porta alla quasi totale assunzione di cibo causata dalla paura di diventare grassi anche quando si è in evidente stato di sottopeso. Diagnosticare l’anoressia nelle persone molto giovani come gli adolescenti non è facile a causa dei cambiamenti fisici ed emotivi tipici di quest’età, ma possono esserci alcuni campanelli d’allarme come l’interruzione del ciclo mestruale o, nei bambini in particolare, nausea davanti al cibo.

La bulimia nervosa invece affligge quelle persone che, dopo aver ingerito eccessive quantità di cibo, fanno di tutto per liberarsene. Diversamente da una persona affetta da anoressia, che è sempre sottopeso, una persona bulimica può essere anche di peso normale, ma una forte oscillazione di peso può essere un segnale tramite cui riconoscere la malattia.

Il Binge Eating Disorder, o alimentazione incontrollata compulsiva, è un disturbo che interessa soprattutto le donne ed è caratterizzato da un bisogno innaturale di mangiare grandi quantità di cibi grassi e calorici con conseguente sensazione di imbarazzo, senso di colpa e disgusto di sé.

L’ortoressia nervosa è invece un disturbo alimentare associato al consumo esclusivo e ossessivo di cibi sani. Questo disturbo colpisce prevalentemente persone al di sopra dei 30 anni, e nasce dall’autodiagnosi del medico statunitense Steven Bratman, autore del best-seller “Health Food Junkies. Orthorexia Nervosa: overcoming the obsession with healthful eating”. Una persona affetta da ortoressia elimina tutti quelli alimenti ritenuti “non sani”: niente dolci, niente zucchero, niente caffè, niente grassi, niente oli, fino al rifiuto di qualunque cibo non risponda ai propri personali criteri. Questo causa evidenti problemi nel mangiare insieme agli altri, fino a provare un sentimento di disgusto nei confronti di chi si alimenta in modo normale.

In Italia sono numerose le associazioni che si occupano di problemi legati all’alimentazione, come l’AIDAP – associazione italiana disturbi alimentari e del peso – e l’ABA, e che offrono consulenza e supporto alle persone affette da questi disturbi, che non vanno sottovalutati.

Fonte: Health me up.