Prevedere un distacco della placenta è molto difficile. Si tratta di una complicazione che colpisce in media una gravidanza su duecento, spesso portando conseguenze gravi per il feto, come la carenza di ossigeno e di principi nutritivi indispensabili per la crescita.

Quando la placenta si stacca parzialmente, o completamente dall’utero, è necessario intervenire in tempi brevi per evitare un parto prematuro. Accorgersene, tuttavia, non è facile sebbene alcuni sintomi siano molto evidenti.

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Tra questi vi sono le perdite di sangue, di quantità variabile, che spesso però possono non presentarsi. Anche in presenza di perdite ematiche, tuttavia, potrebbe non essere necessario procedere con il ricovero in ospedale e con un eventuale taglio cesareo. Se infatti la quantità di sangue perso per via vaginale è limitata, oppure è rimasta dietro la placenta, la gestazione può procedere fino al termine, ma solo osservando importanti precauzioni. In questi casi è necessario un riposo assoluto e per la mamma potrebbe rendersi necessaria una permanenza a letto fino a futuri miglioramenti.

Solo in alcuni casi un distacco della placenta provoca un travaglio anticipato, e talvolta può essere annunciato da dolori alla schiena e forti contrazioni al ventre. Uno studio recente, inoltre, mette in relazione la comparsa di frequenti emicranie in gravidanza con questo disturbo.

Ad affermarlo è un team di medici dell’Università di San Martin in Perù, che hanno verificato la percentuale di rischio di subire un distacco della placenta analizzando la storia clinica di 743 madri. Sembra che la maggioranza delle donne che avevano sofferto di emicrania durante i nove mesi, abbiano poi effettivamente accusato un distacco.

“Lo studio aggiunge il distacco della placenta alla crescente lista di complicazioni in gravidanza associate a disordini quali cefalea ed emicrania.”

Così descrivono questa scoperta gli studiosi. In particolare, la cefalea aumenta il rischio di distacco di 2,14 volte. Attraverso precedenti ricerche si è potuto constatare come questa patologia legata alla gravidanza sia connessa anche ad altri disturbi o comportamenti della donna, come ad esempio il consumo di droghe, il fumo ed eventuali lesioni all’addome.

Il fattore età, anche in questo caso, è determinante, infatti nelle future mamme over 35enni la possibilità di manifestare lesioni alla placenta è maggiore rispetto alle donne che affrontano la gestazione entro i trent’anni. Sono gli stessi studiosi ad auspicare un perfezionamento di questa ricerca, utile per riuscire a capire quando una donna incinta deve essere tenuta sotto costante controllo perchè più soggetta al distacco di placenta.