Il 38% della popolazione europea, pari a circa 165 milioni di persone, soffre di svariati disturbi cerebrali, che vanno da depressione, epilessia e malattia di Parkinson, fino ad arrivare a ictus cerebrale e demenza. È la stima illustrata dal presidente di Sin (Società Italiana di Neurologia), il professor Antonio Federico, durante la conferenza d’apertura del congresso organizzato dalla società a Torino.

Un dato preoccupante che è stato meglio dettagliato da Federico nel corso dell’intervento. Secondo le stime raccolte dal Sin, 41 milioni sarebbero gli europei a soffrire di cefalee. Poi, 5 milioni a cui è stato diagnosticato un caso di demenza, 3 milioni i casi di epilessia, 1 milione e 200 mila i malati del morbo di Parkinson e 1 milione le persone del vecchio continente colpite ogni anno da ictus.

Statistiche che non possono essere ignorate in prospettiva futura. Con l’invecchiare della popolazione, nei prossimi anni i neurologi saranno chiamati ad affrontare tutte le criticità dovute al forte invecchiamento, a cominciare da malattie come l’Alzheimer, della quale ci si aspetta un raddoppio di casi in Italia entro il 2038.

Ne consegue, ha poi aggiunto il professor Federico, che i futuri neurologi dovranno individuare nuovi modelli organizzativi per prevenire questi gravi disturbi cerebrali, supportati ovviamente dalle istituzioni preposte a questo tipo di problematiche.

Fonte: Il Secolo XIX.