Non rispondere mai male, essere sempre educata, non dire ciò che si pensa se questo da fastidio a qualcuno. Queste alcune delle regole necessarie per diventare una brava ragazza, per cercare sempre l’approvazione degli altri, per non deludere mai nessuno. Il rovescio della medaglia però, il mancato rispetto che un’educazione del genere può portare alla personalità di chi lo riceve, difficilmente viene considerato.

Il problema, o forse è meglio dire La maledizione della brava ragazza, se lo pone Rachel Simmons, un’educatrice, che ha fondato e tuttora dirige il Girls Leadership Institute, dove insegna alle adolescenti a rapportarsi con loro stesse. La Simmons difende la personalità di quelle ragazze che sin da piccole vengono educate a essere perfette, o meglio, a seguire quell’idea di perfezione comune e stereotipata che in realtà mette a tacere le capacità di autoanalisi e di autoaffermazione.

Attraverso test psicologici, studi scientifici, ma soprattutto dialoghi e interviste con le adolescenti, Rachel Simmons comprende che il disagio di queste giovani donne perbene nasce proprio da un’educazione rigida e severa, che porta i genitori a plasmare le loro giovani figlie secondo i propri canoni di perfezione, provocando di conseguenza sensazioni di inadattamento nelle ragazzine quando i comportamenti adolescenziali divergono dalle aspettative.

Tutti infatti, studiosi e non, si preoccupano delle cattive ragazze, dei comportamenti e degli atteggiamenti sbagliati che queste possono avere, ma nessuno si è mai chiesto se dietro la perfezione delle brave ragazze ci sia qualcosa che non va. Oggi come oggi, in una società in cui si sgomita e ci si fa vedere per andare avanti, l’atteggiamento della brava ragazza, che per paura di sbagliare non parla nemmeno, è inadatto e rischia di creare disagio nelle ragazzine in fase di crescita, ci spiega la Simmons.