V. non avrà meno episodi, ma sarà semplicemente divisa in due parti, che andranno in onda a novembre e da marzo in poi. L’ABC e la Warner Bros hanno annunciato questo programma per far fronte alle proteste dei fan, che si stavano vedendo scippare la serie prima ancora dell’inizio.

Pare che lo divisione sia dovuta al desiderio della ABC di non “bruciare” quello che dovrebbe essere il suo telefilm di punta e non farlo scontrare con programmi come American Idol e le olimpiadi d’inverno. Da qui la decisione di programmare quattro episodi a novembre e i restanti nove a partire da marzo.

Il quarto episodio si dovrebbe concludere con un “cliffhanger”, ossia con un espediente narrativo che tenga lo spettatore con il fiato sospeso, in modo che questi sia “costretto” in un certo senso a vedere l’episodio successivo, una tecnica antica, ora adattata alla televisione, ma che affonda le sue radici ne “Le mille e una notte”.

Come il suo antenato Visitors, del 1983, V. parte da un’invasione aliena: gli extraterrestri affermano di venire in pace, chiedono la spazzatura degli umani (sarebbe un ottimo modo per smaltirla se questo fosse vero, ndr) dalla quale estraggono una sostanza indispensabile alla propria esistenza, offrendo in cambio il proprio progresso, soprattutto medico. A differenza della vecchia serie, quella del ventunesimo secolo sfrutta l’esistenza reale di nuove tecnologie e mezzi di comunicazione, come YouTube, che gli alieni usano per la propaganda.