Ha alzato un grosso polverone mediatico la nuova collezione di divise Alitalia per il personale creata dal designer italiano indipendente Ettore Bilotta. Il popolo web e i media nazionali si sono platealmente scagliati contro lo stilista, criticando sia lo stile troppo castigato, sia la scelta di colori alquanto eccentrici e di poco buon gusto.

Il designer, interpellato dall’Huffington Post, ha così voluto dire la sua, motivando innanzitutto l’origine della sua particolare ispirazione:

Prima di tutto, ho voluto creare degli abiti veri e propri e non solo delle divise. Tanto è vero che il logo è presente soltanto sul cappellino e sulla borsetta […]. Questi abiti sono una rivisitazione della moda Anni ’50, con un’inversione di tendenza rispetto alla tradizione. Per i colori, rosso con le calze verdi per il personale di volo e verde con calze rosse per il personale di terra, mi sono ispirato a quelli della nostra bandiera, anche se ho fatto un sogno che mi ha aiutato a definirne le tonalità.

Per quanto riguarda le critiche inerenti agli abiti definiti troppo castigati, tanto che qualcuno ha insinuato ci fosse lo zampino di un’influenza della cultura araba, Bilotta ha specificato che la sua intenzione è stata quella di creare delle divise eleganti e glamour, quindi senza il minimo accenno di volgarità.

Ad essere prese maggiormente di mira sono state, però, quelle calze color verde o rosso che in verità, oltre ad apparire antiestetiche, sembra non abbiano niente a che vedere con il concetto di eleganza. Il designer, invece, è convinto della sua scelta ed ha motivato prontamente la sua decisione:

Sono state molto criticate, ma sono stato io a volerle così: le calze color carne sono orrende e sanno di antico. Ho voluto portare un cambiamento: l’Alitalia è attualmente l’unica compagnia a utilizzare calze di un colore così particolare. Colore che non ho affatto scelto a caso: ho passato in rassegna più di 50 tonalità di colore prima di scegliere queste […]. Sono consapevole che il mio gusto non possa piacere a tutti, ma ci sono dei canoni di bellezza a cui mi sono ispirato. Credo che il motivo per cui le divise abbiano suscitato tanto scalpore è perché sono nuove. E la moda, si sa, distrugge e poi ricostruisce.