Si sogna che sia per sempre, ma a volte il matrimonio si conclude anzitempo con una separazione prima e un divorzio dopo. Secondo l’Istat, nel 2014 le separazioni sono state 89.303 e i divorzi 52.335. In media ci si separa dopo 16 anni di matrimonio, ma i matrimoni più recenti durano sempre meno. Le unioni interrotte da una separazione, dopo 10 anni di matrimonio, sono quasi raddoppiate passando dal 4,5% dei matrimoni celebrati nel 1985 all’11% osservato per le nozze del 2005.

Pur essendo importante tentare di salvare il più possibile il salvabile, spesso trascinare un rapporto che non funziona più può essere controproducente per tutti gli individui coinvolti, figli compresi.

Ecco allora 7 cose che è importante sapere prima di affrontare un divorzio.

  1. Il procedimento di divorzio può seguire due percorsi alternativi. Si parla di divorzio congiunto quando c’è accordo dei coniugi su tutte le condizioni da adottare (in questo caso il ricorso è presentato congiuntamente da entrambi i coniugi); di divorzio giudiziale quando non c’è accordo sulle condizioni (in questo caso il ricorso può essere presentato anche da un solo coniuge).
  2. Il divorzio si differenzia dalla separazione legale in quanto con quest’ultima i coniugi non pongono fine definitivamente al rapporto matrimoniale, ma ne sospendono gli effetti nell’attesa di una riconciliazione o di un provvedimento di divorzio.
  3. Il 22 aprile 2015 è stato approvato in via ufficiale dalla Camera dei deputati il Disegno di legge sul divorzio breve, che riduce le tempistiche delle separazioni consensuali da 3 anni a 6 mesi e quelle delle separazioni giudiziali a massimo 12 mesi.
  4. Nel divorzio breve, i coniugi possono comparire innanzi all’ufficiale dello stato civile del Comune per concludere un accordo di separazione o di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili o, infine, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio. L’assistenza dei difensori non è obbligatoria. Tale modalità semplificata è a disposizione dei coniugi solo quando non vi sono figli minori o portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti e a condizione che l’accordo non contenga atti con cui si dispone il trasferimento di diritti patrimoniali.
  5. Per promuovere una maggiore riflessione sulle decisioni in questione, è stato previsto un doppio passaggio dinanzi al sindaco in qualità di ufficiale di stato civile a distanza di 30 giorni.
  6. Un’altra importante novità riguarda la comunione dei beni, dalla quale oggi ci si può svincolare quando viene sottoscritta la separazione consensuale o nel momento in cui il giudice autorizza gli ex partner a vivere divisi.
  7. L’assegno divorzile è l’assegno di mantenimento in caso di divorzio tra i coniugi e si configura come assegno assistenziale, risarcitorio e compensativo e può essere concesso quando una di queste tre componenti sussista. Di norma l’assegno divorzile (che può essere mensile o liquidato in unica soluzione) è assegnato al coniuge che ha diritto di condurre lo stesso tenore di vita avuto in costanza di matrimonio.