Partiamo da una notizia:

“Nel periodo natalizio si registra un aumento esponenziale del numero di richieste di separazione”, riferisce all’Adnkronos il presidente dell’Ami, l’associazione degli avvocati matrimonialisti italiani, Gian Ettore Gassani. E proprio il Natale è il periodo più a rischio per le coppie, anche rispetto al Capodanno e alla Pasqua, alla pari solo con il Ferragosto. “Non a caso – osserva Gassani – dopo l’Epifania, con la fine delle feste, si forma la fila davanti agli studi legali per le richieste di separazione”.

E chiediamoci insieme: perché una coppia sotto Natale scoppia? Ma ve lo dico io il motivo, anzi, ve ne do centosessantaquattro di validi motivi per i quali il Natale rende nevrasteniche le coppie:  il processo di deterioramento dicembrino inizia il giorno dell’Immacolata…

- L’allestimento del presepe e dell’albero di Natale. Chi va a prendere il materiale dalla soffitta? Lei lo chiede a lui, lui sta lavorando, lei sta preparando il pranzo per i suoceri, lui ha già perso tempo facendo la spesa, lei inizia a ricattarlo, lui cede, lei lo accusa di averle fatto perdere tutto il gusto di decorare la casa. Litigano.

- Ritrovato l’equilibrio inizia la corsa al regalo: lei gli chiede quale budget vogliono fissare per ciascuna testa, lui le chiede da quando in qua hanno deciso di stabilire una quota ad personam, lei non lo sa, ma forse sarebbe meglio pensarci dato il periodo di crisi, lui non ne ha idea, lei si spazientisce, lui le da della pesantona. Litigano.

- Deciso di non fissare neppure per quest’anno alcun budget, si esce, è una domenica mattina, i negozi sono aperti, si procede a passo di gregge tra le vie cittadine come nei corridoi dei centri commerciali. Senza alcuna differenza. Nessuna pietà per i vostri piedi, nè per le vostre orecchie, frastornate tra gli scaffali di un supermercato con lei che vi chiede se sarebbe meglio un puzzle da mille o da duemila pezzi per la nipotina di 3 anni, e lui che continua a sbuffare con un solo pensiero per la testa: l’Xbox intravista nella zona tecnologia. Lei lo richiama all’ordine, lui le fa notare che una bambina di 3 anni i pezzi di un puzzle da mille pezzi se li mangia con il latte, lei si offende. Litigano.

- Arriva il grande giorno: la Vigilia di Natale. Lui ha confezionato i regali, lei ha preparato la cena, lui ha stappato una bottiglia di vino, lei ha messo su il suo abito migliore, lui le ha detto che quel vestito rosso la ingrassa, lei a tavola non ha toccato cibo, lui davanti a tutti gli invitati le ha fatto notare che va bene che il sale fa male alla cellulite, però non era il caso di preoccuparsi delle sue cosce anche la notte di Natale, lei gli risponde male. Litigano.

Tanti piccoli possibili scenari, magari estremizzati, ma se ci pensate neanche tanto lontani dalla realtà. Eppure sarebbe tutto più semplice, se ciascuno di noi provasse ad estraniarsi dalla “psicosi” delle festività comandate. Ritroviamo il senso profondo, la lentezza, il piacere di assaporare le cose essenziali, lasciando da parte il superfluo. Approfittare delle ferie per stare in famiglia, coccolare la moglie, i figli e anche per vedere amici e parenti che la quotidianità tiene lontani. E se qualcosa non ci va, ma si deve fare, un piccolo sforzo e passa la paura…