Dolce & Gabbana Alta Moda autunno inverno 2017-2018, ed è subito fasto, lusso, oro e ospiti da tutto il mondo: stavolta la sfilata di Alta Moda, dopo aver toccato e fatto conoscere Napoli al mondo, si sposta in Sicilia, a Palermo. Dopo Palazzo Gangi, che già Visconti nel 1963 aveva eletto come sede ideale per ospitare la celeberrima scena del ballo del “Gattopardo“, dove è stata presentata la collezione di Dolce & Gabbana Alta Gioielleria Donna, gli appuntamenti vip tra villa Igiea, il chiostro di Monreale e il Castello di Trabia, Palazzo Mazzarino per la Dolce & Gabbana Alta Gioielleria Uomo, è dunque arrivata la gran serata dell’alta moda.

L’appuntamento per la sfilata – esclusiva come pochi altri, tanto da aver impedito alla popolazione non solo di accedere, ma anche di vedere la collezione da lontano (unica nota discordante in questa incredibile festa della bellezza orchestrata dai due stilisti) – è quindi intorno alla fontana di Piazza Pretoria (chiamata anche “Piazza della Vergona” per la nudità delle statue che compongono la bellissima fontana, opera di Francesco Camilliani), dove è stato srotolato il tappeto rosso della passerella.

A sfilare 120 abiti che sono un inno alla gioia multiculturale e coloratissima della Sicilia. Ad aprire e chiudere look particolarmente simbolici.

Il primo è un abito da ballo ottocentesco con l’ampia gonna a raccontare, grazie alle ceramiche dipinte a mano di Palazzo Gangi e a una frase a grandi lettere corsive, una storia che conosciamo bene: “Noi fummo i gattopardi, i leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene e le pecore; e tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli, iene e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”. A indossarlo la modella simbolo della sfilata, Giulia Maenza, la 17enne top model palermitana che con il suo fascino normanno ha già incantato Donatella Versace ed Elie Saab.

In chiusura ci sono invece quattro look ingombranti, allegri, gioiosi, ispirati ai tradizionali carretti siciliani e sormontati da altissimi copricapi in piume dalle tinte sgargianti e quasi fluo, simili a quelli dei cavalli che tirano i carretti.

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In mezzo c’è un viaggio attraverso le culture siciliane, attraverso le arti, dal barocco al liberty, la religione e le tradizioni, dai pupi alla cassata, attraverso le eccellenze, come il corallo di Sciacca che adorna un abito in pizzo nero ispirato alla vedovanza, senza mai perdere di vista l’alta artigianalità protagonista di queste giornate e dei tanti dettagli che rendono ogni uscita un piacere per gli occhi.

Un omaggio alla nostra Sicilia, crocevia di cultura, arte, artigianato. E la storia di Palermo con i popoli che l’hanno attraversata. Con tutte le sue contraddizioni, fra aristocrazia e volgo. Con le sue bellissime dimore che i proprietari hanno aperto per noi, eccezionalmente. E la vucciria e i mercati”, hanno raccontato Domenico Dolce e Stefano Gabbana.

Qua e là la sfilata è costellata di accenni casual e sporty, dai jeans agli short passando per ciabatte e sneakers, che richiamano alla realtà insieme alle campane della piazza che suonano a festa durante l’uscita di rito dei due stilisti: il ballo è finito, la magia di Palermo resta.