Al Metropol di Milano è andata in scena la sfilata della collezione Autunno Inverno 2017-2018 di Dolce & Gabbana, attesissimo evento a latere della Milano Moda Donna 2017 dedicato al neorinascimento auspicato dal celebre duo di creativi.

Sta al giovanissimo Austin Mahone, in un ineccepibile smoking nero aprire cantando lo show e accompagnare con un serie di successi facendo da colonna sonora alla sfilata: dalla famiglia iniziale – vestaglia con gatti per lui, en pendant con quella del bambino in braccio, look total animalier per lei – fino alla gigantesca foto di gruppo del finale.

In mezzo, tutto l’heritage Dolce & Gabbana: dai tubini neri fascianti ai tailleur in velluto, dall’oro al leopradtao, dal pizzo alle trasparenze; tutto, però, giocato stavolta con un’incredibile libertà, sarà per come sono stati mixati i pezzi, sarà per i personaggi selezionati per presentare la collezione.

Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno scelto un nutrito gruppo di figli d’arte per indossare le loro nuove creazioni, quei figli di famosi che di mestiere fanno gli influencer, adorati dai millennial: Corinne Foxx, figlia del premio Oscar Jamie, Anais Gallagher (17 anni, figlia di Noel), Ella Richards (19 anni) e Alexandra Richards (31) sembrano sorelle ma in realtà Alexandra è figlia di Keith e zia di Ella, Rafferty Law (figlio di Jude e di Sadie Frost), Gabriel Kane Day-Lewis (21 anni, figlio di Daniel e Isabelle Adjani), Dylan Lee (19 anni. figlio di Pamela Anderson e di Tommy Lee), Sailor Brinkley-Cook (figlia di Christie Brinkley), Rose Gilroy (22 anni, figlia di Rene Russo), le tre figli di Andy Garcia, Alessandra (25), Dominik (33), Daniella (29 anni), Karsen Liotta (figlia di Ray Liotta).

La nuova generazione con i social sta cambiando il linguaggio, il modo di essere e di fare, ma ha anche dei valori forti come la famiglia, così abbiamo pensato a questa collezione e a queste persone come a una cosa sola“, hanno spiegato i due stilisti.

Galleria di immagini: Dolce & Gabbana Autunno Inverno 2017-2018, foto

Accanto a loro, modelle famose – tra cui ha spiccato Bianca Balti, in un look tutto d’oro con tanto di corona in testa, modelle in pensione, uomini e donne, giovanissimi e avanti con le età, basse e alte, magre e grasse, bionde, more e rosse, razze mescolate, generi confusi: un inno alla libertà di essere come si vuole e alla famiglia in tutte le sue accezioni, che è un messaggio politico più potente di quelli tanto sbandierati sulle altre passerelle milanesi finora.

Loro, Dolce e Gabbana, preferiscono che sia lo spettacolo a comunicare il loro messaggio, fatto di caos e di gioia, di kitsch e di eleganza, di brutto e di bello magicamente mescolati. Ecco allora cani e gatti che fanno capolino qua e là su stampe e al braccio di eleganti signore, tanti fiori e fiere feroci, addomesticate in coprispalle di peluche o in maniche intarsiate, in un mare di nero e di oro. Deliziose, le t-shirt con gli avatar dei due stilisti in partenza per lo spazio. Anche qua, qualche scritta: “I Am the Queen“, dice un cappotto; “All I need is Love and Wi-fi“, risponde una borsa. Una cosa è certa: dove si potrebbe togliere, Dolce & Gabbana aggiungono.

I classici tubini neri, indossati dalle silhouette più diverse, stanno lì a dimostrare come alcuni abiti stanno bene davvero a tutte, gli abiti in lurex sono pronti per le serate in discoteca più folli, le giacche con alamari si candidano a entrare nei profili Instagram di celebrities e fashion blogger. E poi le borse a mano, le scarpe col tacco, i fiocchi, le corone, i fiori veri in testa.

Che gioia per gli occhi queste donne che ridono in passerella, questi colori che si inseguono, questa ricchezza di mondi che si incontrano; e poco importa, alla fine, che in tutto quel turbinio di sollecitazioni visive della collezione si ricordi ben poco: Dolce & Gabbana sono pronti a conquistare anche i sette pianeti gemelli – appena scoperti – con la loro voglia di amore e di spensieratezza. Con buona pace della terribile Anna Wintour, che rideva addirittura, a confermare che, sì, un nuovo rinascimento, in fondo, è possibile.