Quattro mini-sfilate alla Rinascente di Piazza Duomo, un “secret show” al Bar Martini di Corso Venezia e una sfilata al Metropol, dove è stata presentata la collezione Dolce & Gabbana primavera estate 2018: il duo Stefano Gabbana e Domenico Dolce si conferma gloriosa macchina da guerra in occasione della Milano Moda Donna. Usciti dal calendario della Camera della Moda ormai dal 2013, i due stilisti riescono una volta di più a monopolizzare l’attenzione di stampa e buyers grazie alla loro impareggiabile campagna di comunicazione.

Dimenticato già il clamore suscitato da Alessandro Michele per la collezione di Gucci primavera estate 2018, archiviata l’eleganza di Max Mara, la bellezza di Fendi e le super top model degli anni Novanta che hanno chiuso la sfilata di Versace, l’ultimo giorno della settimana della moda milanese (che sì, chiuderebbe di lunedì, ma senza Giorgio Armani a trattenere come di consueto tutto il circo del fashion system nel capoluogo lombardo fino all’ultimo, difficile immaginare che qualcuno non sia già volato in Francia per prepararsi alla Paris Fashion Week) è tutta per loro.

Fiori, cuori, carte da gioco, linee sensuali e millenials, in sfilata e nel front row: i codici ormai classici dei due stilisti ci sono tutti, con poche novità sartoriali e molto compiacimento per una capacità ormai più che assodata di maneggiare con sicurezza social e comunicazione in genere. “Che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli“, aveva detto Oscar Wilde; e chi meglio di loro ha dimostrato che lo scrittore irlandese aveva ragione?

L’amore è bellezza“, avverte la scritta di una t-shirt, proprio come il profilo di Instagram di Stefano Gabbana ha continuato a ripetere in maniera quasi ossessiva per tutta l’estate: e giù un mare di cuori stampati, ricamati, in pietre, sugli abiti o sugli accessori, con una ingombrante Regina di cuori a cui dedicare la collezione.

Niente intellettualismi, niente sofisticazioni: il mondo di Dolce & Gabbana è bello e semplice, diviso, in maniera strettamente manichea, in alto e basso, grasso e magro, ricco e povero; sulla loro passerella – e intorno – c’è posto per tutti; ognuno al suo posto, ognuno in rispetto del suo ruolo sociale.

Poco importa, allora, se le gonne siano sopra o sotto il ginocchio, se siano a matita o a campana, se le maniche siano scese o a palloncino. Nel guardaroba firmato Dolce & Gabbana tutto è di moda, tutto è concesso, nel nome dell’opulenza e dell’inno al barocco che ormai da anni non smette di esser cantato.

Ecco allora la tuta in chiffon con la stampa di zebre e limoni, l’abito in cady rosa con i pulcini, la cascata di tulle multicolor con la cintura a corsetto, il vestito di cotone da principessa sul pisello, la maglia metallica gialla o arancione, il tubino con i pesci tropicali, la tuta bustier con i pantaloni da odalisca, i leggings di paillettes con le rose, la busta con la scritta “carciofi“, la blusa di seta con il grano, i cavoli stampati sul modello da debuttante, la marsina dorata con le nappe, gli orecchini-melanzana, gli occhiali con le mani, le babbucce e la borsetta-scrigno.

A incastonare il tripudio di stampe, ricami, paillettes e trovate divertenti come gli orecchini-palline dell’albero di Natale o la borsa di rete da spesa al mercato, ci sono quegli abiti, corsetti, guêpière, completi di pizzo tutti neri che hanno fatto il successo del marchio.

È il nostro Dna ed è quello che ci chiede la nuova generazione. Abbiamo 32 anni di carriera e i giovani vogliono quello che facevamo agli inizi. Le ragazze lo vogliono non perché amano il vintage, ma perché sono donne: amano le borse, le scarpe, vestirsi sexy, sentirsi belle“, ha spiegato Stefano Gabbana all’Ansa.

Galleria di immagini: Dolce & Gabbana primavera estate 2018, foto

I numeri, d’altronde, sono dalla loro parte, sia da un punto di vista virtuale, con un milione di follower il solo profilo Instagram di Stefano Gabbana e 14 milioni e mezzo il brand, sia da un punto di vista economico, con utili pari a 56,78 milioni di euro al 31 marzo del 2017 (nel corso dell’esercizio 2016-2017 la cassaforte a capo del gruppo ha staccato cedole per la bellezza di 70 milioni di euro, il che significa che i due fondatori, tra il 2016 e il 2017, si sono messi in tasca 35 milioni di euro ciascuno).

Celebrities e jetset li amano e indossano le loro creazioni sui red carpet più importanti; il popolo, assiepato contro le transenne per rubare immagini da postare sui social al passaggio delle loro modelle o pronto a commentare ogni post di Gabbana in mutande sul suo yacht, anche. Se è vero che, come ha detto John Galliano, “La moda è prima di tutto l’arte del cambiamento“, Dolce & Gabbana con la loro capacità camaleontica di adattarsi ai vari periodi storici, pur rimanendo identici a se stessi, hanno già vinto.