Come finire in bellezza una cena al ristorante senza spendere troppo e scegliendo dei piatti che abbiano un buon gusto tipico e siano belli a vedersi? Naturalmente con un buon dolce, della casa o di produzione esterna.

I ristoranti migliori offrono una carta dei dolci variegata, in cui accanto alle produzioni esterne, esistono prodotti della casa che cambiano di giorno in giorno e seguono spesso interessanti varianti regionali, il tutto solitamente a un costo abbastanza ridotto.

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Se siete in Campania, infatti, non potete dire di no alla pastiera, che è un dolce tipico della Quaresima e della Pasqua, quindi già tra qualche giorno sarà disponibile presso tutti i ristoranti della regione. Nei ristoranti napoletani in Italia all’estero, essendo una tipicità imprescindibile, è molto facile che la troviate anche negli altri periodi dell’anno.

In Sicilia e in Puglia, in particolare nel Salento, ci si può orientare sui dolci con la ricotta o con le mandorle, che in questi luoghi non mancano. Scegliere un dolce con ricotta significa scegliere la freschezza, solitamente questi dolci non hanno una lunga conservazione, per cui i ristoranti sono restii a propinarvi il dolce vecchio anche di un giorno. Lo stesso discorso vale per la crema pasticcera: si riconosce, se non è freschissima, da un’antiestetica patina dura.

Se siete in un ristorante etnico non potete non cedere alla tentazione dei dolci cinesi, che sono delle fritture con gelato, Nutella o frutta. Mentre il must nei ristoranti giapponesi è il gelato al tè verde, rinfrescante e fatto con la soia, quindi dedicato a tutti i salutisti. I ghiottoni che privilegiano la cucina messicana resteranno incantati dal ciambellone al cioccolato, anche questo tipico, che viene cosparso di crema di cocco e sciroppo di cioccolato, nelle varianti dolce e piccante.

Accanto ai prodotti freschi, però esiste anche il fascino del “conservato”, quindi via libera a panna cotta, mousse, profiterole e torte di tutti i tipi. Una delle aziende più gustose e di qualità che distribuisce a ristoranti su tutto il territorio italiano è la Bindi, anche se esistono molte altre aziende minori, che investono comunque sulla qualità.

Non disdegnate i dolci secchi come lo strudel, molto diffuso al Nord Italia, ma anche le varianti del Sud, le “gelosie” molto diffuse nelle zone estreme dello stivale. Si tratta di un dolce “arrotolato”, simile allo strudel, fatto però con pasta frolla e quattro tipi differenti di marmellata, tra cui quella d’arancia, mandorle, pinoli e frutta candita.

Se amate concludere la cena con un caffè, sono ottimi gli africani, fatti con zucchero e bianco d’uovo, così soffici e bianchi che potete anche inzupparli nel latte, si sciolgono tra l’altro in bocca lasciando un gusto straordinario. I dolci hanno un prezzo variabile dalle trattorie ai ristoranti di lusso, oscillando tra solo un euro e i dieci per dei prodotti particolari. Quelli, invece, di produzione industriale hanno un costo solitamente inferiore ai cinque euro.