I dolcificanti al centro di un incontro dal titolo “Dolcificanti intensi non calorici: focus sulla sicurezza d’impiego”, per spiegare come dal Web provengano informazioni non troppo complete sull’argomento. L’evento è stato promosso dall’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica e dalla Nutrition Foundation of Italy presso il ministero della Salute.

Secondo gli esperti, il nodo del problema sui dolcificanti sarebbe il contenuto di aspartame: gli studiosi presenti hanno affermato infatti che i dolcificanti non calorici non comportano rischi per la salute, eppure 8 siti su 10 parlano dell’aspartame come tossico e con effetti cancerogeni.

A difesa di aspartame, saccarina o ciclammato si è schierato il direttore scientifico dell’NFI Andrea Poli:

«Questi sono gli ingredienti alimentari più approfonditamente studiati al mondo, ma se inseriamo la parola chiave aspartame nei motori di ricerca, possiamo notare che su 10 siti 8 parlano in maniera negativa di questo dolcificante, a volte con toni terroristici: il 50% associa l’aspartame con la tossicità».

La questione pare risalga a due studi pubblicati l’anno scorso, secondo cui l’aspartame veniva dichiarato nocivo per la salute: gli studi furono smentiti seccamente da EFSA, l’autorità europea per la sicurezza alimentare. Questo perché le evidenze epidemiologiche non consentono di associare i dolcificanti non calorici al rischio tumorale. Negli anni ’70 si disse anche che nutrendo dei topi con i dolcificanti, gli animali venivano esposti al rischio tumore alla vescica, ma questo vecchio studio appare ormai decisamente superato, anche perché si potrebbe ribadire ironicamente che un uomo, tranne in rari casi, non è un topo.

Il Codacons comunque crede che l’evento sia stato eccessivamente assolutorio nei confronti dell’aspartame, dato che gli studi esistenti finora sono abbastanza contraddittori tra loro.

Fonte: Il Sole 24 Ore.