Momenti di grave crisi economica, quelli che stiamo vivendo e che incidono pesantemente anche sulla domanda di mutui.

Questo è lo scenario del mercato dei finanziamenti per la casa. La domanda di mutui è in forte calo, naturalmente, non solo per la stretta delle banche poco propense alle erogazioni, ma anche perché la crisi stessa influisce sui tassi e crea dubbi e incertezze per le famiglie che sono indecise nella scelta fra il fisso e il variabile. E nell’altalenante situazione finanziaria c’è una certa tendenza al variabile, che tuttavia, secondo gli esperti, conviene solo se la rata è sostenibile.

Sono numerose, infatti, le famiglie che cercano di capire quale sia il tasso più conveniente. Dal confronto dei vari tassi presenti attualmente sul mercato emerge una maggiore convenienza del variabile, per via del suo aggancio all’andamento degli Euribor per tutta la durata, mentre i fissi seguono l’andamento degli indici Eurirs in vigore il giorno della stipula. Considerando anche il fatto che il miglior Taeg del variabile, ovvero il tasso che comprende interessi e altre spese accessorie, è al 3,57% a fronte del 5,73% del fisso. Comunque, abbiamo già detto che il variabile conviene solo se la rata è sostenibile.

Tuttavia, poiché le previsioni per il futuro non sono troppo chiare, anzi sembrano chiaramente propendere per tassi in salita, sarebbe opportuno rimandare la richiesta del mutuo a tempi che garantiscano una certa stabilità e, se proprio si vuole acquistare casa adesso, assicurarsi di essere economicamente in grado di pagare la rata di mutuo, ovvero fare gli opportuni calcoli e valutare bene il proprio reddito, distribuendolo equamente fra le spese indispensabili e inevitabili del quotidiano e la rata mensile del mutuo, valutando anche eventuali energenze, per non doversi trovare dopo in condizioni di dover vendere la propria casa o di vedersela pignorare.