Durante i primi appuntamenti, o comunque all’inizio di una relazione, esistono molte zone d’ombra nella vita dei due partner. Premesso che in questo non c’è nulla di male, dal momento che non si deve conoscere proprio tutto del compagno, è bene sapere che con alcune domande strategiche si possono acquisire informazioni utili per capire che tipo di uomo si ha davanti e soprattutto se sia quello giusto.   

Attenzione, le domande che seguono non devono essere poste a mo’ di interrogatorio, con tanto di luce abbagliante sugli occhi del malcapitato, altrimenti anche lui farà una domanda, che non sarà “Vuoi stare con me per sempre?”, bensì “Ma che diavolo vuoi da me?”. Occorre porle invece con apparente nonchalance, buttarle lì quasi per caso. Ma le sue risposte vanno ascoltate sollevando le orecchie come un chihuahua.

La prima domanda deve puntare sulla vita sociale dell’uomo che interessa. Si può ad esempio chiedere: “Come hai passato lo scorso fine settimana?”, oppure “Che cosa fai in genere per divertirti?”. Lo scopo non dichiarato di queste domande è capire se il lui in questione è pronto davvero a una relazione amorosa. Infatti, se alle due domande seguono risposte che iniziano con il pronome “noi” (riferito ai suoi amici), deve scattare il campanello d’allarme: il signorino è ancora troppo preso dai suoi amici, con un tipo di subordinazione che tradisce una buona dose di immaturità. Tradotto: la sua donna verrà sempre dopo i suoi amici.

Perché un uomo ben inserito in un gruppo di amici, magari d’infanzia, non dovrebbe essere pronto per una relazione seria? Per un motivo molto semplice: poiché le sue esigenze emotive sono già ampiamente appagate dalla comitiva, si identifica nel gruppo quasi a livello simbiotico e paradossalmente la fanciulla concupita rischia di essere avvertita come una minaccia a questo suo ruolo sociale consolidato.

Altra domanda cruciale: “Da quanto tempo svolgi questa professione?”. Si intuisce facilmente che se l’oggetto del proprio amore negli ultimi cinque anni non è riuscito a tenersi un lavoro stabile, difficilmente saprà fare di meglio con una donna. Questo discorso naturalmente va fatto con le pinze nel caso in cui l’uomo in questione sia stato solo sfortunato e magari abbia perso il lavoro a causa della crisi. Comunque la capacità di tenersi un lavoro costituisce un parametro importante, e lo stesso vale per altri settori.

Fondamentale è inoltre capire il suo rapporto con le donne: si fida di loro o le percepisce come pericolose arpie da tenere alla larga? In questo caso può essere utile una domanda come “Hai sorelle o amiche care?” e ascoltare come ne parla se effettivamente le ha. Se dalle sue parole traspare rispetto nei confronti del genere femminile, semaforo verde. Discorso inverso se dal suo cavo orale fuoriescono affermazioni come: “Quella cozza di mia sorella è intelligente come un vegetale, e le mie colleghe sono utili come può esserlo un portaombrelli”. In questo caso, meglio darsela a gambe. E scappare lontano lontano.