Domenico Scilipoti rende a Klaus Davi, nel programma KlausCondicio su Youtube, dichiarazioni politicamente scorrette e intolleranti contro le coppie omosessuali. Un’uscita decisamente infelice in cui il politico, ex dell’Italia dei Valori e ora molto vicino all’ex premier Silvio Berlusconi, avrebbe unito le tematiche della crisi economica a quelle delle coppie gay, che da tempo reclamano diritti come quello all’adozione.

Domenico Scilipoti avrebbe affermato che i figli degli omosessuali potrebbero diventare gay a loro volta e ha aggiunto:

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«Guardando al comportamento delle banche, alla loro politica economica e al modo in cui si sono comportate coi risparmi della gente, possiamo tranquillamente affermare che questo loro stile non giocherà a favore delle famiglie, ma punterà a disgregarle e, in linea di massima, potrebbero favorire le lobby gay piuttosto che le famiglie. La crisi potrebbe influire negativamente sulle famiglie, perché toglie serenità. Se le banche continueranno, come stanno facendo, a raccogliere solo soldi, a pensare al guadagno, a puntare sui consumi forsennati, spingeranno le famiglie alla disgregazione. Quando non c’è serenità sul piano economico, viene anche a mancare dal punto di vista psicologico e mentale.»

Sarebbe interessante capire in cosa consistano queste lobby gay, ma il collegamento mentale fatto da Scilipoti sembrerebbe c’entrare come i cavoli a merenda e suona decisamente intollerante verso una categoria di persone che non ha avuto nessun ruolo nella crisi economica, ma ne risente esattamente come accade a famiglie, coppie di fatto ed eterosessuali single.

E ci si chiede come la prenderà Lino Banfi, l’attore che proprio in questi giorni, nel corso di una rassegna in suo onore, ha ricevuto un’offerta per interpretare proprio Scilipoti. Banfi è uno degli attori considerati tra i più gay friendly, dato che nella ricca lista di film da lui girati e interpretati figura “Il padre delle spose”, in cui scopriva che la figlia era lesbica, ma anche la fiction “Un difetto di famiglia”, in cui trovava un modo di pacificazione e di convivenza rispettosa con il fratello omosessuale interpretato da un grandioso Nino Manfredi.

Fonte: Giornalettismo.