A cura di Lorenzo Sabatini

Il 2018 rappresenta certamente un annus mirabilis per la maison della Medusa: è per maggio infatti l’appuntamento con la mostra “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination al Metropolitan Museum of Art di New York, incentrata sul rapporto tra Cattolicesimo e moda, patrocinata dalla griffe. Donatella Versace guarda sempre più al futuro del suo brand e, oltre alla mostra al MET, punta sulla sostenibilità: la maison ha annunciato infatti che non utilizzerà più le pellicce nelle sue collezioni a partire dal 2019.

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“Pellicce? Ne ho abbastanza. Non voglio uccidere animali per fare moda“ ha dichiarato la stilista attraverso un comunicato stampa ufficiale. Una vera svolta per il marchio della Medusa: basti pensare che attualmente sul sito del brand è disponibile un cuscino in pelliccia dal costo di 1050 euro. Questa decisione è parte di un progetto più ampio incentrato sulle iniziative di sostenibilità di Versace, volte ad un approccio più consapevole e attento all’ambiente.

Il primo risultato di questo processo è stato l’apertura di una nuova boutique a Londra, in Sloane Street, la prima ad avere la certificazione LEED (che promuove un approccio orientato alla sostenibilità), alla quale seguiranno le aperture delle nuove boutique di Miami e Monaco nei prossimi mesi.

I prodotti in pelliccia rappresentano solo una parte minoritaria dell’offerta di Versace. Questa decisione è un tassello di un più ampio programma di innovazione sostenibile per Versace, che include non solo un forte impegno a collaborare con tutta la nostra filiera, ma anche un profondo cambiamento culturale del quale beneficeranno tutti i dipendenti” ha dichiarato il ceo Johnatan Akeroyd. Dopo Michael Kors e Gucci, la maison è l’ultima ad intraprendere questa scelta cruelty free.

La domanda che sorge spontanea è una: sarà questo un cambiamento definitivo per il mondo della moda o soltanto un trend passeggero?